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Il Museo delle rocche intitolato a Laura Risaliti

Francesco Cosimini
Il Museo delle rocche intitolato a Laura Risaliti

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BARGA. Verrà intitolato a Laura Risaliti il “Museo multimediale delle rocche e fortificazioni della Valle del Serchio”. Le sale espositive in centro storico a Barga, nella sua zona chiamata Volta de’ Menchi, dalle 11 di sabato 8 dicembre, attraverso la decisione presa da Comune di Barga e Unione dei Comuni della Media Valle, ricorderanno Laura Risaliti: dirigente dell’Unione scomparsa lo scorso luglio, alla vigilia dei suoi sessant’anni.

Lei, barghigiana d’origine, nata in una famiglia operaia, ex consigliera comunale ed assessore a Barga, infatti, fra gli altri, è stata una delle colonne portanti alle fasi di coordinamento per la realizzazione del bel museo all’avanguardia, creato col sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Arcus spa: dall’ottobre 2015 impegnato a raccontare, grazie al Dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell'Università di Pisa, o meglio il gruppo guidato dalla professoressa Sandra Lischi (ordinario di cinema, fotografia e televisione, pioniera di discipline multimediali), storia, curiosità, architettura ed arte di castelli, pievi e chiese in Valle del Serchio. Grazie ad un click; reso ancora più accattivante dalla multimedialità.

Tra l’altro il prossimo sabato sarà molto speciale: perché verranno battezzate due nuove sale chiamate ad arricchire il percorso, posto sempre sotto il coordinamento della prof.ssa Sandra Lischi e per la cura d’altri illustri colleghi di vari atenei. Vediamole. Prima è la tre, intitolata “I personaggi”: non solo quelli storici dall’XI al XVI secolo, come Matilde di Canossa, Castruccio Castracani, Paolo Guinigi e Ariosto, ma pure i volti di molte leggende rimaste nell’immaginario collettivo della zona. La stanza successiva, “Carte storiche della Valle del Serchio”, mostrerà copie di mappe, disegni, poi bozzetti su rocche e fortificazioni forniti dagli Archivi di Stato di Firenze, Lucca e Modena. —

Francesco Cosimini

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