Il Tirreno

Lucca

Il Franklin ’33 investe e raddoppia: l’arte del cocktail sbarca a Massa

Federica Scintu
Il Franklin ’33 investe e raddoppia: l’arte del cocktail sbarca a Massa

Il duo Blandi-Macelloni apre un nuovo american bar ma sceglie di andare fuori Lucca: «Affitti troppo alti qui»

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Il Franklin ’33 è pronto per un nuovo capitolo. La storia del noto e pluripremiato american bar di via San Giorgio si arricchisce di una “part two”; i protagonisti sono gli stessi: Tommaso Blandi, 35 anni, mente gestionale dell’attività e Marco Macelloni, che di anni ne ha 36, guru dello shaker capace di creare cocktail ricercati e sempre innovativi. I due hanno deciso di investire e raddoppiare, aprendo un altro locale. Non a Lucca, ma a Massa. Si chiamerà “Sartoria 33”: lo stile non sarà quello lucchese del piccolo cocktail bar post-proibizionista ma riprenderà i dettagli e gli arredi tipici delle mercerie anni ’50 con tanto di bancone e cassetti a vista. L’idea è quella di realizzare “cocktail su misura” come spiega bene lo slogan che accompagna il logo: “cocktails made by bartailors” mantenendo la stessa filosofia “friendly”, che fa un a pugni coi grandi numeri e che a Lucca si è dimostrata vincente. In più, all’interno del bar, la cui inaugurazione è prevista prima di Natale, ci sarà anche lo spazio per una scuola per barman: tra i vari docenti lo stesso Macelloni.

«La Sartoria 33 sarà grande circa 150 metri quadri e il fondo si trova in via Cavour - spiega Blandi - Fino a qualche mese fa c’era il ristorante “Cima”. A ottobre, senza pensarci nemmeno troppo, l’abbiamo preso». La ricerca della location giusta però, andava avanti da diverso tempo. La volontà di raddoppiare l’attività era nella testa dei due già da qualche anno ma finora non c’era mai stata l’occasione giusta. «Abbiamo cercato a lungo a Lucca - aggiunge Blandi - sia dentro che fuori dalle Mura ma un po’ perché i fondi non ci convincevano, un po’ perché i prezzi degli affitti sono alti, alla fine ci siamo arresi e abbiamo deciso di puntare altrove».

Tra le città prese in considerazione con tanto di “visite di perlustrazione” - stessa strategia adottata anche prima dell’apertura del Franklin ’33 a Lucca nel 2014 - anche Siena e Pisa. Ma alla fine a spuntarla su tutte è stata la città apuana. «Massa è come la Lucca del 2014 - spiega Blandi - sta vivendo un momento in cui è vantaggioso investire. La nostra intenzione però è quella di andarci in punta di piedi perché ancora non è così sviluppata la cultura dell’american bar e del buon cocktail, di qualità. Se qui a Lucca abbiamo 700 bottiglie lì ne avremmo tra le 200 e le 250 e anche la carta dei cocktail sarà un po’ più ridotta - aggiunge - Accanto poi abbiamo una birreria e un’hamburgeria: ci siamo già presentati loro dicendo che vogliamo lavorare insieme. Che poi è lo stesso approccio che abbiamo sempre avuto con i colleghi qui a Lucca». Lo staff per il momento rimarrà lo stesso, con due dipendenti lucchesi che si trasferiranno a lavorare nella “costola” massese: il tutto con la supervisione di Blandi e Macelloni.

«I ragazzi sono molto preparati - dice - Francesca, Roberto, Rudy e Giulia ormai sono in grado di portare avanti il Franklin ’33 anche da soli quindi sono sicuro che faranno un ottimo lavoro. Noi, soprattutto nel primo periodo, staremo lì con loro quindi probabilmente dovremmo smettere di aprire il Franklin ’33 per le colazioni. Poi, quando saremo entrati a regime, credo che avremmo anche bisogno di assumere altre due persone da impiegare nella Sartoria 33 e una per il Franklin».

Un numero di dipendenti che sembra quindi destinato a crescere insieme all’attività che guadagna anche una scuola che organizzerà corsi di 60 ore: il tutto grazie al coraggio di due under 40 che continuano a ottenere riconoscimenti. «Siamo cresciuti - conclude Blandi - imparando dai nostri stessi errori. Siamo due scapestrati che litigano di continuo ma sulle scelte importanti siamo sempre d’accordo. Sartoria è un’idea bellissima: vediamo se abbiamo azzeccato il momento e la città. Tanto a noi le cose semplici non sono mai piaciute».
 

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