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La “lezione” ai fan in piazza Grande del professor Roberto Vecchioni

Luca Meconi
La “lezione” ai fan in piazza Grande del professor Roberto Vecchioni

Il cantautore è arrivato in anticipo all’inconto di “Sky Stone” «Sono venuto apposta da Milano, ci tenevo a essere qui»

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«Sono felice di essere a Lucca, sono venuto apposta da Milano. Davvero, ci tenevo ad essere qui». Ha esordito con queste parole il cantautore Roberto Vecchioni arrivato ieri pomeriggio in città per presentare il suo nuovo album “L’infinito” al negozio “Sky Stone & Songs” di piazza Napoleone dove, ad attenderlo, c’erano decine di fan.

Ben in anticipo rispetto alle 18, l’orario previsto per l’incontro, è sceso da un taxi che si è fermato proprio davanti alla porta di ingresso accolto da un caloroso applauso da parte delle numerose persone che hanno sfidato il freddo pur di vederlo da vicino e potergli stringere la mano.

È entrato dentro ma poco dopo è uscito, per la sorpresa di tutti: «Vi devo dire due cavolate - ha affermato sorridendo - e siccome siete tanti e il negozio è piccolo, ve la dico qua fuori. Poi, se volete, entrate dopo». E così ha fatto. In realtà la vera ragione per cui è andato fuori l’ha confessata poco dopo. «Stare fuori ha un vantaggio - ha detto - almeno qui si può fumare!». E ha acceso una sigaretta.

Si è fatto portare una sedia e seduto accanto alla strada con le auto che liberamente passavano quasi sfiorandolo, ha iniziato a raccontare la storia e il significato di questo nuovo disco, del perché ha deciso di fare un nuovo album dopo cinque anni dall’ultimo e infine ha tranquillizzato tutti i fans: «Il prossimo lo farò tra meno di cinque anni, anche perché di anni ce ne ho 75».

Un album importante, questo, che vede il ritorno alla canzone di Francesco Guccini, molto amico dello stesso Vecchioni da più di 40 anni. È in “Ti insegnerò a volare (Alex)”, ispirato alla storia di Alex Zanardi, che partecipa il cantautore di Pavana non solo cantando alcune strofe, ma anche con il suo “cinguettio” nel finale. Un altro importante brano è “Giulio” ispirato alla storia di Giulio Regeni. «Io non amo i luoghi comuni - ha spiegato Vecchioni - non mi sentirete mai dire “Verità per Giulio Regeni”. No. Il mio Regeni è quello di questa canzone. Come avevo fatto con Che Guevara, anche qui ho fatto parlare la madre di Giulio». “Cappuccio rosso”, invece, è una canzone ispirata ad Ayse Deniz Karacagil, guerrigliera morta contro l’Isis. “Canzone del perdono” è un omaggio a papa Francesco, anche qui senza mai citarlo perché «non c’è bisogno, si capisce». Al termine, c’è stata la possibilità per coloro che lo desideravano di avere una dedica personalizzata sul disco. C’è stato anche chi gli ha portato tutti i dischi degli anni ’70 e ’80 e se li è fatti autografare uno ad uno, cogliendo di sorpresa lo stesso Vecchioni. Adesso in molti attendono il suo ritorno a Lucca, magari sul palco del Summer Festival. —

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