Il Tirreno

Lucca

Grazie a progetto senegal 

Il messaggio lanciato dalle panchine rosse arriva anche in Africa

Luca Dini
Il messaggio lanciato dalle panchine rosse arriva anche in Africa

La presidente dell’associazione Ilaria Pocai le ha fatte installare in due dei villaggi oggetto  delle iniziative di solidarietà  del gruppo di Castelnuovo

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Le panchine rosse, simbolo della lotta alla violenza contro la donna, arrivano anche in Senegal. Ilaria Pocai, presidente dell’associazione Progetto Senegal, è partita da Castelnuovo per raggiungere lo stato africano e presenziare all’inaugurazione di due panchine rosse.

Progetto Senegal da oltre 15 anni porta un importante aiuto ai bambini e famiglie di una zona rurale del paese africano. Sul posto hanno collaboratori locali tra cui la preziosissima Nabu, direttrice di un asilo, che affianca e accompagna i volontari nella consegna dei materiali didattici, igienico sanitari che sono portati e acquistati seguendo una rigorosa lista di tutto ciò che è necessario, compilata da Ilaria e dai suoi volontari. I materiali vengono poi consegnati direttamente e personalmente ai bambini nelle loro scuole, nei loro villaggi, nelle case di sanità, negli ospedali alla presenza dei genitori, degli insegnanti, dei medici e degli abitanti delle piccole comunità. Periodicamente i volontari dell’associazione, e soprattutto Ilaria, si recano a loro spese in Senegal e consegnano i materiali molti dei quali vengono acquistati direttamente sul posto.

Quest’anno Ilaria, dopo aver partecipato al corso per operatrici di sportelli di ascolto del Centro di ascolto antiviolenza “Non ti scordar di te” a Castelnuovo, ha esportato la panchina rossa, con tutto ciò che rappresenta, anche in Senegal.

«Comunicata l’idea all’associazione Non ti scordar di te, ho coinvolto Nabu Thiam la mia coordinatrice in Senegal che ne è rimasta entusiasta – racconta Ilaria Pocai – abbiamo scelto due panchine in cemento e conchiglie, un materiale durevole nel tempo. Le abbiamo ordinate perché vengono prodotte a singole parti, schienale, seduta e piedini. L’artigiano delle panchine le ha preparate e, data la pesantezza dei materiali, abbiamo noleggiato un mezzo che le portasse nella casa dove soggiorno quando sono in Senegal e lì io e Hamed, il mio autista da ormai 10 anni, da quando vengo qui, le abbiamo dipinte di rosso. Ne abbiamo realizzate due, in una è stata applicata la targhetta fatta in Italia con una frase in francese significativa (“Ensemble contre la violence a l’egard des femmes”) e i loghi delle associazioni italiane che hanno collaborato, mentre per l’altra abbiamo ingaggiato un artista delle scritte che ha riprodotto le frasi sopra la panchina con la vernice bianca».

Le due panchine sono state posizionate nel villaggio Thiamene nella regione di Fatick, un villaggio rurale di coltivatori che si trova nella savana: «Abbiamo parlato con il capo villaggio e con l’associazione delle donne del villaggio, la cui presidente ha preso parola durante l’inaugurazione e, visibilmente commossa, ha ringraziato noi presenti e le associazioni italiane che si sono fatte promotrici di questa iniziativa così importante e significativa per tutte loro. La seconda è stata installata nell’asilo “Maman Plus” dove Nabu è direttrice, nel villaggio di Thiadiaye». —

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