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Rischia di perdere due dita nell’incidente Nell’auto ribaltata anche la figlia di 17mesi
La guidatrice è ricoverata a Firenze, incolume la piccola: le cinture e la bassa velocità hanno evitato conseguenze più gravi
Un brutto incidente, che ha avuto conseguenze sì pesanti, ma – fortunatamente – non quanto la scena presentatasi ai soccorritori poteva far temere. Un brutto incidente che ripropone il tema della pericolosità di una strada (e non solo di quella), ma che evidenzia anche l’importanza di utilizzare tutti gli strumenti di sicurezza che il buonsenso, prima ancora della legge, ci dovrebbe imporre di usare e che, proprio in questa circostanza, hanno trasformato in una brutta esperienza quella che avrebbe potuto essere una tragedia.
Erano da poco passate le 14 ieri quando, in via delle Ville a San Colombano, forse per un attimo di distrazione, forse per evitare un ostacolo improvviso, o per un momento di scarsa visibilità provocato da un riflesso del sole, la Fiat Punto guidata da Monica Giorgi, 42 anni, di Lammari, è finita con la ruota destra fuori dalla carreggiata, trovando sulla sua strada il muretto che separa la strada dal fossato laterale. Quel muretto basso si è trasformato in una sorta di rampa, con la vettura che si è piegata su un lato fino a fermarsi in mezzo alla carreggiata poggiata sul fianco sinistro, quello del guidatore. Nella dinamica la mano sinistra della donna è rimasta schiacciata. Un bruttissimo trauma, al punto che i soccorritori hanno richiesto l’intervento dell’elisoccorso per trasportare immediatamente la donna a Cisanello. Da qui, poi, è stato deciso un ulteriore trasferimento a Firenze, al centro specializzato per traumi ortopedici: il timore dei sanitari, infatti, è di non riuscire a recuperare la funzionalità di due dita della mano sinistra (fra l’altro la donna è mancina), col rischio di dover ricorrere a un’amputazione.
Un trauma terribile, ma, come detto, vista la dinamica, gli effetti potevano essere ben maggiori. E non solo per la donna (che, comunque, grazie alle cinture di sicurezza allacciate ha evitato altre conseguenze, a partire dal rischio del trauma cranico), ma anche per la figlioletta che in quel momento si trovava sulla stessa auto: una bimba di appena 17 mesi. Dentro il seggiolino per bambini, anche qui con le cinture ben allacciate, la piccola non si è nemmeno mossa dalla sua posizione. Per lei, ma forse ancor di più per chi le stava attorno, una grande paura. Lo stesso la piccola è stata portata al San Luca per controlli, che hanno confermato le sue perfette condizioni di salute. Determinante, in questo caso, pare essere stata anche la velocità ridotta a cui viaggiava l’auto, che si stava muovendo in direzione Lammari, che si è fermata praticamente un metro dopo l’urto.
«Visto quello che è accaduto poteva davvero andare molto peggio – commenta il compagno della guidatrice e padre della bambina, che ieri ha vissuto una giornata di paura, facendo la spola tra gli ospedali di Lucca, Pisa e Firenze – volevo anche ringraziare un nostro amico, Silvio Martinelli, che si trovava lì vicino quando è successo l’incidente, e non ci ha pensato due volte a intervenire per tirare fuori dalla macchina la nostra bambina e Monica».
Quest’episodio però riporta alla ribalta il tema della pericolosità di questa strada: via delle Ville in molti tratti (compreso quello dell’incidente di ieri) presenta un asfalto in pessime condizioni, oltre a una conformazione fatta di curve, strettoie, incroci, saliscendi, che la rendono particolarmente insidiosa (e di notte poi sono molti i tratti non illuminati). L’incidente di ieri è solo l’ultimo di una lunga serie. —
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