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Aggressioni al personale la Uil chiede una legge per tutelare i lavoratori

G.P.

LUCCA. Infermieri, vigili urbani, operatori sanitari, assistenti sociali e impiegati dell’Asl. Ogni giorno questi lavoratori diventano vittime del risentimento popolare per un servizio pubblico non...

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LUCCA. Infermieri, vigili urbani, operatori sanitari, assistenti sociali e impiegati dell’Asl. Ogni giorno questi lavoratori diventano vittime del risentimento popolare per un servizio pubblico non sempre all’altezza: a volte sono le liste d’attesa, altre una multa, altre ancora il tentativo di far rispettare gli orari per il passo nei reparti ospedalieri. Ogni motivo è buono per far saltare la mosca al naso al cittadino, che spesso ha le sue ragioni per arrabbiarsi, ma di certo non è giusto che a farne le spese siano questi lavoratori, vittime quotidiane di aggressioni verbali e talvolta anche fisiche. Per arginare un fenomeno in crescita la Uil Funzione pubblica dà avvio a una raccolta di firme per chiedere una legge che porti il dipendente pubblico ad essere visto non più come un semplice operatore, ma come un rappresentante dello Stato. Di conseguenza maggiori pene per chiunque usi violenza o minacci l’infermiere, il medico o il vigile; assistenza legale da parte della pubblica amministrazione; maggiori tutele, anche dal punto di vista economico.

Sul nostro territorio la raccolta firme prenderà il via il 28 novembre: i “banchetti” per le adesioni saranno istituiti in Valle del Serchio, al San Luca, a Castelnuovo Garfagnana, a Barga, al Campo di Marte, nei distretti della Piana di Lucca e nei Comuni di tutta la provincia, Versilia compresa.

L’iniziativa è stata presentata ieri da parte dei rappresentanti Uil Fpl Pietro Casciani (per la Provincia di Lucca), Fausto Delli (Rsu Versilia), Nicola Dal Torrione (Rsu Versilia), Nico Lucchesi (Rsu Mediavallle), Giancarlo Pucci Rsu Campo di Marte), Luca Menicucci (Rsu e infermiere al San Luca), Andrea Lunardi (Rsu San Luca) e Rossana Vannucchi (Rsu e operatrice servizio screening al Campo di Marte).

«Quella delle aggressioni al personale è una tendenza in aumento – spiega Casciani – Il Pronto soccorso e il luogo in cui questi episodi si verificano più di frequente ma ormai anche lavorare ad un front office non è per niente facile e dopo qualche mesi gli operatori chiedono il trasferimento. I cittadini sono esasperati e così se la prendono con gli operatori, l’anello visibile della catena ma anche quello che non ha alcuna responsabilità. Come Uil Fpl chiediamo un aumento del personale e una diminuzione della burocrazia, elementi che possono contribuire a disinnescare la rabbia degli utenti. Una legge per la loro tutela è comunque indispensabile e con questa raccolta firme a livello nazionale iniziamo a chiederla». —

G.P.

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