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La panchina rossa vittima del degrado «Serve un intervento»
borgo a mozzanoUna stecca rotta, numerose graffiate e altre scolorite: si presenta così a un anno dall’inaugurazione la panchina rossa di Borgo a Mozzano. Era il 25 novembre del 2017 quando l’amminist...
borgo a mozzano
Una stecca rotta, numerose graffiate e altre scolorite: si presenta così a un anno dall’inaugurazione la panchina rossa di Borgo a Mozzano. Era il 25 novembre del 2017 quando l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Patrizio Andreuccetti inaugurò la panchina rossa contro la violenza sulle donne in occasione proprio della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” istituita dall’assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999. La panchina, che è stata collocata nel giardino davanti alla scuola secondaria di primo grado “Papa Giovanni XIII”, ha un obiettivo specifico: educare i ragazzi a dire no alla violenza contro le donne e alla violenza in generale. Quale miglior posto quindi se non un luogo frequentato dai più giovani che qui passano alcuni minuti all’uscita della scuola in attesa di prendere i bus? A un anno da quella data lo spettacolo è desolante e mentre il Comune si appresta a inaugurare domenica pomeriggio alle 15 una seconda panchina rossa, che questa volta sarà collocata in piazza Garibaldi, di questa sembra essersi dimenticato. Tra non molto, se nessuno interverrà prima, la pioggia la scolorirà completamente e questa sarà come tutte le altre panchine che si trovano nei parchi pubblici. Fortunatamente è ancora ben visibile la targa dove si leggono i numeri di telefono dei centri antiviolenza della Valle del Serchio, di Lucca, della Versilia e la bella poesia di Maria Grazia Forli, madre di Vanessa Simonini: «La rossa panchina in un filo di verde è per te, giovane vita spezzata: indelebile incanto, fiore reciso, per ricordar la storia tua, il tuo viso». —
LUCA MECONI
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