Il Tirreno

Lucca

LA FIERA, LA CITTÀ E L’ELOGIO DELLA PAZIENZA

Dicono che il nostro è il Paese in cui non si può fare una coda senza il furbo che prova a saltare qualche posto o il maleducato che inizia a urlare; o dove il traffico, al minimo rallentamento,...

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Dicono che il nostro è il Paese in cui non si può fare una coda senza il furbo che prova a saltare qualche posto o il maleducato che inizia a urlare; o dove il traffico, al minimo rallentamento, diventa una sfida da Ok Corral. Sarà anche così ma questo non vale nella Repubblica dei Comics. Lo abbiamo visto nei giorni scorsi: anche sotto la pioggia, anche con decine di migliaia di persone convogliate all’interno delle Mura, passando accanto alle file per entrare nei padiglioni non si sentivano accenti di rabbia, o di impazienza. Anzi, si potrebbe dire che la fiera stessa è l’elogio della pazienza. Pazienza di chi arriva da tutta Italia. Ma anche - e soprattutto - di una comunità, quella lucchese, che da decenni apre le porte della propria casa. Pazienza, che è cosa diversa dalla tolleranza e ancor più dalla sopportazione. È una disposizione d’animo positiva, che si sposa con la consapevolezza e l’orgoglio di vedere la propria città al centro di un mondo colorato, gentile, colto.

Non tutti sono d’accordo, lo sappiamo. C’è chi, semplicemente, vorrebbe che i Comics ri-uscissero dal centro. E chi, ancora più brutalmente, agognerebbe la loro cancellazione. Nel ribattere bisogna uscire dalla trappola della polarizzazione. Non serve a niente sollevare il sopracciglio indignato e dire che “tutto va bene”. È necessario, piuttosto, partire da una scelta di campo (i Comics devono rimanere in centro) e riconoscere i problemi. Come i tempi per la costruzione degli stand. Come i problemi per chi deve trovare posto in centro. Come l’insopportabile malcostume di parcheggiare in ogni spazio libero, per quanto proibito.

Anche qui la parola d’ordine è pazienza. Capacità di affrontare e risolvere i problemi, in un contesto che comunque non può essere quello di un normale giorno feriale. La pazienza, è stato detto, è una virtù rivoluzionaria. E il concetto di rivoluzione, quando si scrive di Comics, non può che riportare alla “Revolution!” annunciata da Renato Genovese la vigilia di Natale del 2013: l’intuizione di spalmare i padiglioni in tutto il centro, per evitare congestioni nella zona sud, come avveniva fino a cinque anni fa.

Da quel momento, ancora di più, la città e l’evento sono diventate una cosa sola. Un connubio che porta vantaggi a tutti e non solo sotto l’aspetto economico. A contare è soprattutto l’impatto culturale sulla città.

Una manifestazione che, per come è nata e si è sviluppata, è in grado di interagire con molteplici aspetti della cultura, da quella “bassa” a quella “alta” (ammesso che queste stupide divisioni abbiano ancora un senso), da Puccini ai videogiochi. Un evento che rende davvero migliore la città, portando energie e idee nuove. Perché una città bellissima, ma vuota, altro non è che una (bellissima) città morta. —



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