Il Tirreno

Lucca

L’inutile fuga del pirata della strada si è costituito prima di finire in trappola

Melania Carnevali

Gli agenti della Polizia stradale erano ormai davanti alla sua casa di Lucca quando ha deciso di presentarsi ai carabinieri

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Non sono ancora le quattro di mattina quando arriva con la sua Seat Leon grigia sul lungomare di Marina di Pietrasanta, davanti al Seven. Il tergicristallo spazzola veloce il parabrezza ma non abbastanza, forse, per vedere i tre ragazzi attraversare la strada. Sente solo il tonfo dei loro corpi sul cofano. I tre finiscono sull’asfalto. Sono Michela Sotgia, di Nuoro, Paolo Francesco Macchitella di Ostuni, Lorenzo Pettinari, di Macerata, tre diciannovenni e studenti all’università di Pisa, i primi due adesso in fin di vita. Ma lui non si ferma. Tira dritto sulla strada buia e sparisce nella notte di Halloween.

Sorge il sole, i camion di Ersu passano a pulire la strada, sul lungomare arrivano i primi atleti, poi le coppie in passeggiata in un giovedì di festa. Gli uomini della polizia stradale (con un nuovo dirigente appena entrato in servizio ma già preparato alle emergenze), nel frattempo, hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza di tutto il lungomare, da Massa a Viareggio, e cercano di ricostruire l’accaduto. Poi arriva la chiamata di un testimone che sostiene di aver visto una macchina sospetta parcheggiata a Capezzano Piano. Gli agenti la trovano vicino a un carrozziere, con il cofano ammaccato. Chiudono il cerchio e si mettono sulle sue tracce. Contattano gli amici che lo avvisano: «Ti sta cercando la polizia». Gli agenti della Polstrada sono davanti casa sua, quando, poco dopo l’una di pomeriggio, nove ore dopo lo schianto, lui si presenta alla caserma dei carabinieri di Cortile degli Svizzeri, a Lucca, per auto-accusarsi dell’investimento dei tre pedoni davanti al Seven.

È un 31enne di Lucca, nato in Germania ma residente a San Filippo. Si è presentato in caserma con il suo avvocato, Federico Corti. I carabinieri hanno subito avvisato la Polstrada che sta portando avanti gli accertamenti del caso. Dovrà capire anche se, in macchina con lui, ieri notte, c’era qualcun altro.

Il 31enne non ha saputo spiegare il perché della sua fuga dopo lo schianto. I risultati degli esami tossicologici – per verificare se avesse bevuto o assunto sostanze psicotrope prima di mettersi alla guida – ieri sera, non erano ancora pronti. Adesso è indagato per lesioni gravissime e omissione di soccorso.

I ragazzi investiti si trovano tutti e tre in rianimazione: Michela, gravissima, all’ospedale Cisanello di Pisa, Paolo, anche lui grave, in coma nel reparto di rianimazione di Livorno, Lorenzo in terapia intensiva all’ospedale Versilia. Il giovane, per il momento, essendosi costituito, non finisce in carcere. È indagato a piede libero, in attesa della conclusione delle indagini. —



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