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Gabrielli e il fumetto «Leggevo Alan Ford e da bimbo divoravo il Corriere dei Piccoli»
Il capo della polizia parla del suo rapporto con le strisce nell’ambito della presentazione de «Il Commissario Mascherpa»
LUCCA
È cresciuto anche lui con i fumetti. Divorava il Corriere dei Piccoli: da Coccobill di Jacovitti a Gianconiglio di Carlo Peroni. Lui è il capo della polizia, Franco Gabrielli, classe 1960, arrivato poco prima delle 13 allo stand della polizia in via Carrara dopo aver salutato gli operatori del centro interforze che coordina le attività per la sicurezza per una manifestazione come quella di Lucca Comics and Games che cresce di anno in anno e richiama centinaia di migliaia di persone dall’Italia e dall’estero. Quando parla di fumetti per un attimo tensione e stress passano in secondo piano. E naufragare è dolce nei ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza. «Sì, da bambino correvo in edicola ad acquistare il Corriere dei Piccoli. Poi da adolescente mi sono appassionato ad Alan Ford e il gruppo TNT, una banda di agenti segreti scalcinati incentrata su avventure a sfondo umoristico, ma con tratti grotteschi e di denuncia sociale. Un fumetto intelligente ideato da Max Bunker che ho anche collezionato per qualche anno». L’interesse poi si sposta su Tex che quest’anno compie 70 anni: «Lo leggevo, ma non sempre. Quando mi capitava, non mi entusiasmava particolarmente». E Diabolik, fumetto-mito degli anni Sessanta-Settanta. Per chi faceva il tifo a quell’epoca il futuro capo della polizia? Per l’inafferrabile bandito che con indosso la calzamaglia nera ruba, rapina e uccide senza scrupoli o per l’ispettore Ginko che cerca inutilmente di catturarlo? La risposta mette tutti o quasi d’accordo: «A quell’età per Eva Kant, la bellissima fidanzata di Diabolik».
Franco Gabrielli non si è perso la prima giornata della kermesse. E non solo e non tanto per diletto personale, lui che a Comics c’era già stato da studente. Quanto, semmai, per pubblicizzare il primo numero del «Commissario Mascherpa», il graphic novel realizzato da Luca Scornaienchi e che racconta le 'inchiesta del commissario incentrate sulla lotta alla 'ndrangheta e pubblicate sulla rivista Poliziamoderna. «Credo che con il graphic novel, oggi la nuova forma del fumetto, si arriva in modo più diretto ed efficace a parlare con i giovani. La polizia crede nella peer education (educatore paritario) perché consente di agire per la prevenzione. Quando si pensa alla polizia si pensa al pronto soccorso della sicurezza utilizzato per curare i danni fatti da chi infrange la legge. È invece indispensabile anche una medicina preventiva».
Uno strumento indispensabili che avvicina i giovani alle forze dell’ordine è senza dubbio quello tecnologico: «Le nuove tecnologie - sostiene il capo della polizia - sono risultate uno strumento indispensabile e proficuo. Penso ad esempio alla app You Pol per le segnalazioni che sta avendo un notevole successo. Si è passati dall'sms, forse oggi obsoleto, all'impiego di queste nuove tecnologie per combattere due fenomeni emergenti fra i giovani: il bullismo e la droga. Come emerge in troppi fatti di cronaca che vedono al centro minorenni il consumo di stupefacenti negli under 18 sta tornando ad avere un’incidenza preoccupante. Le app e whatsapp consentono di non avere soltanto un approccio repressivo, ma anche preventivo». E su prevenzione e sicurezza, Gabrielli fa i complimenti al questore di Lucca, Vito Montaruli: «Lucca Comics and Games raccoglie numeri importanti e la grande attenzione posta della polizia locale presente con telecamere fisse e mobili e con l'impiego dell'archivio Sari, per il riconoscimento facciale, è il segnale che vogliamo far percepire ai cittadini. La polizia c’è ed ha come obiettivo quello di garantire il tranquillo e sereno svolgimento della manifestazione. Ma i dati che giungono da Lucca sono molto rassicuranti: un calo di circa il 35% dei furti e delle rapine sono la dimostrazione che la polizia c'è, che è nelle strade e che risponde bene, con una attività puntuale». —
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