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Lucca

Accoglienza migranti, 33 milioni di euro in 3 anni e mezzo a coop e società

Gianni Parrini
Accoglienza migranti, 33 milioni di euro in 3 anni e mezzo a coop e società

Ecco a chi sono andati gli importi versati dalla prefettura. Soggetti del settore ma anche aziende agricole e alberghi

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LUCCA. Lo chiamano business dell’accoglienza e un motivo c’è: girano tanti soldi. Lo si può vedere nella tabella qui accanto, dove sono riportati gli importi liquidati dalla prefettura di Lucca ai soggetti che dal 2015 al giugno 2018 si sono fatti carico dei richiedenti asilo arrivati nella nostra provincia. Totale: 33 milioni di euro! Vitto e alloggio, ma anche corsi di italiano, assistenza nella preparazione delle domande da inoltrare alle commissioni territoriali, vestiti e altro ancora. In pratica tutto ciò che è previsto dalla convenzione stipulata con la prefettura.

Un’attività complessa, soprattutto per il vissuto di molti migranti, eppure incredibilmente attrattiva anche per i non addetti ai lavori. C’è chi ci si è dedicato perché, prima ancora del boom degli sbarchi, aveva una storia nel settore dell’accoglienza e della solidarietà, e nel corso del tempo ha saputo sviluppare le competenze necessarie a facilitare il percorso di inserimento di persone in fuga da situazioni difficili e disperate. Ma c’è anche chi si è buttato in questa avventura con spirito imprenditoriale, mosso dalla ricerca di un profitto economico più che da un imperativo morale. Tutto legittimo, per carità, del resto il mondo va così da secoli: «Non è certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo – sosteneva Adam Smith, padre del liberismo – ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse».

Per questo non deve stupire il fatto che nell’elenco dei soggetti che si sono prestati al gravoso compito di fornire accoglienza ai migranti ci siano anche società e imprese provenienti da tutt’altri settori: alberghi, ristoranti, aziende agricole, agriturismi. Soprattutto questi ultimi, per sopperire alla carenza di ospiti nei mesi invernali (e non solo) hanno preferito mettere le proprie camere a disposizione degli esuli arrivati dalla Libia. Una gesto di solidarietà che rallegra anche il portafoglio, visto che la quota giornaliera per ciascun migrante ospitato si aggira intorno ai 32-33 euro. Anche i privati cittadini, fiutando l’affare, si sono messi a offrire le case sfitte ai soggetti che gestiscono l’accoglienza (per questo non compaiono nella lista): riscuotono 15-16 euro al giorno solo per l’alloggio, al resto pensa la cooperativa o l’associazione che ha stipulato la convenzione con la prefettura. L’ente territoriale del governo ha il compito di fare i controlli, ma dato che il personale è poco e le strutture tante (oltre un centinaio in provincia) è manna se si riesce a passarle in rassegna tutte una volta l’anno. Le assegnazioni solitamente vengono fatte con i bandi ma in casi di necessità si è ricorsi anche ad “assegnazioni di emergenza” ovvero con affidamenti diretti (almeno una quindicina nel 2016). Dal luglio 2017 (quindi ben prima che arrivasse Salvini arrivasse al governo) gli sbarchi sono drasticamente diminuiti e di conseguenza anche le assegnazioni sul nostro territorio.

Negli ultimi anni l’accoglienza ha fornito un valido supporto all’economia locale, inondandola di denaro. Basta dare un’occhiata agli importi liquidati (al netto dell’Iva) a partire dal 2015: 33 milioni di euro. In questa speciale classifica il record va a So & Co (7,8 milioni) il colosso dell’accoglienza che attraverso la cooperativa Odissea si prende cura con professionalità e competenza di oltre 350 migranti. Segue la Croce Rossa (5,2 milioni) che gestisce l’hub delle Tagliate in cui ormai sono rimasti solo una trentina di migranti. Terzo posto per l’associazione Partecipazione e sviluppo con (3,8 milioni) che ha circa 160 migranti. —
 

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