Il Tirreno

Lucca

la presentazione 

Donne del dopoguerra nel libro “Ricostruire” di Simonetti e Celi

luccaFurono le donne le vere artefici della rinascita dell’Italia dopo la guerra. Furono loro a rimboccarsi le maniche, a ricostruire famiglie, a riportare al decoro e all’ordine case, scuole, luoghi...

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Furono le donne le vere artefici della rinascita dell’Italia dopo la guerra. Furono loro a rimboccarsi le maniche, a ricostruire famiglie, a riportare al decoro e all’ordine case, scuole, luoghi di cura e lavoro. Le donne tutte insieme, senza distinzione di appartenenza politica. Sono le linee sulle quali corre “Ricostruire. Dalle pratiche di cura all’agire politico: donne del dopoguerra (1946-1955)”, il libro di Alessandra F. Celi e della lucchese Simonetta Simonetta (nella foto) che le autrici presentano domani, 28 settembre, alle 16,30 nella Sala Gigli del Palazzo del Pegaso in via Cavour 4 a Firenze.

Il nuovo testo, che contiene interviste di donne lucchesi del Dopoguerra, è per certi versi una continuazione di “Con il cuore e con la mente. Vite femminili in lucchesia tra fascismo e ricostruzione (1920-1947) che le due autrici pubblicarono nel 2005.

«Quando licenziammo questo libro - spiegano nella premessa del nuovo testo, edito dalla Commissione regionale delle Pari Opportunità - ci accorgemmo che erano rimasti interrogativi, curiosità, incertezze su quella che sarebbe stata e che fu la vita delle tante testimoni, che avevano affollato la nostra ricerca prima, poi le nostre vite durante il tempo successivo della stesura. A fine guerra, in quegli anni così decisivi per le sorti del Paese, che ne fu di quel gruppo di donne, che tipo di scelta compirono col voto?».

La risposta è nel nuovo libro, “Ricostruire”. «Se da una parte si è voluto indagare su un’effettiva differenza nel modo di porsi, nel reagire e nell’agire concreto fra le donne dei diversi territori della provincia, dall’altra - spiegano Celi e Simonetti - si è inteso ricercare le scelte che le donne fecero nell’immediato dopoguerra, quale atteggiamento ebbero verso il voto, verso quali campi d’intervento immediati diressero le loro energie le donne elette e come si rapportarono con le strutture “maschili” in cui agirono. In questo lavoro, il territorio lucchese è preso come esempio di una condizione e abbiamo voluto metterlo in relazione con la realtà nazionale tramite l’esame di documenti ritrovati negli archivi centrali dell’Udi (Unione Donne Italiane), del Cif (Centro italiano Femminile), del Partito Comunista Italiano e nell’archivio privato di Maria Eletta Martini».

Alla presentazione, dopo i saluti della presidente regionale delle Pari Opportunità Rosanna Pugnalini e del presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, interverranno Matteo Mazzoni dell’Istituto Storico della Resistenza e Anna Badino dell’Università di Firenze. —

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