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Lettera degli abitanti di S. Anna «L’ex Lazzi va abbattuta»
Un gruppo di residenti del quartiere chiede di bonificare l’area e raderla al suolo «Inutile tenere su un guscio vuoto, ne va della bellezza e della sicurezza»
LUCCA
Bonificare l’ex Lazzi e poi abbatterla. È quanto proposto da un gruppo di cittadini di Sant’Anna in una lòettera aperta.
«La nostra città - scrivono - ha storicamente coltivato il gusto del bello ed il senso della misura assieme al piacere di curare strade, piazze, immobili ed edifici. In tempi relativamente recenti la nostra città ha anche saputo mettere a frutto le proprie doti per trarne vantaggi economici, attraendo crescenti flussi di turisti italiani e stranieri. Eppure cittadini e turisti devono confrontarsi, passando da una parte della città che è difficile evitare in particolare per chi viene da ovest, con una bruttura che ormai da troppi anni fa orrida mostra di sé».
L’ex Lazzi, appunto, definita «uno sconcio di cui per fortuna è difficile trovare l'eguale nel resto della città». Perché se tanto si è parlato del suo carico di inquinamento, continuano i firmatari, altrettanto non è avvenuto per estetica e sicurezza.
«A noi - spiegano - non interessa tanto conoscere i retroscena politici che hanno condotto alla approvazione della variante che ha permesso che si muovesse il primo passo verso questo scempio, anche se sappiamo che qualcuno ne porta di sicuro la responsabilità. A noi non interessa tanto conoscere i dettagli delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto i diversi soggetti: a noi interessa che a questa indecorosa situazione si ponga finalmente rimedio. E il rimedio, peraltro, è semplice: da una parte ultimare le operazionidi bonifica e dall'altra, da subito, abbattere quelle mura orribili, se non anche pericolose, e nell'attesa che chi di dovere (privato o ente pubblico) prenda le proprie decisioni sul da farsi, sgomberare l'area dalle macerie di una operazione immobiliare su cui, come detto, altri ed in altre sedi potranno dire la loro. In attesa che tali decisioni vengano prese, anche un'area a verde chiusa ed accessibile solo a chi ne ha titolo sarà senz'altro meglio dello spettacolo indecoroso di quelle quattro mura diroccate e fatiscenti. Non c'è nessun ragionevole senso nel tenere in piedi le mura perimetrali di un edificio ormai completamente sventrato. Siamo cittadini e ci rivolgiamo in primo luogo all'amministrazione comunale. Facciamo però fin da ora appello anche a tutte le associazioni di tutela del territorio e più in generale a tutti gli organi dotati di competenza in materia affinché ciascuno faccia la sua parte per arrivare alla soluzione.
«Crediamo - si conclude la lettera - che nessuno negherà che ormai è tempo di intervenire non solo per portare a termine la bonifica ambientale ma anche per ripristinare decoro e sicurezza e quindi, nella logica della democrazia e della buona amministrazione, crediamo che si possa trovare la strada per eliminare l'ecomostro, abbattendo quelle orribili quattro mura a difesa delle quali crediamo davvero impossibile che si possa levare qualche voce». —
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