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strage di ustica  

Il caso Ciancarella al Consiglio di Stato: presentato il ricorso

Il caso Ciancarella al Consiglio di Stato: presentato il ricorso

Gli avvocati Flick e Bertolini chiedono il reintegro in servizio e il risarcimento danni per l’ex capitano dell’Aeronautica

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LUCCA

Ciancarella non si arrende e chiede i danni: il caso finisce al Consiglio di Stato. «Se realmente il presidente della Repubblica, Sandro Pertini, avesse emanato, su proposta del ministro della Difesa, il decreto di rimozione dall'Aeronautica militare del capitano Mario Ciancarella, non vi sarebbe stata alcuna necessità di compiere l'atto della sua falsificazione». È la tesi dei professori Giovanni Maria Flick (già ministro nel governo Prodi) e Francesco Saverio Bertolini nel ricorso al Consiglio di Stato che chiede il reintegro in servizio e la ricostruzione della carriera giuridica ed economica fino al pensionamento dell'ex ufficiale radiato nel 1983. Ciancarella, che quando si verificò la strage di Ustica, uno dei grandi misteri italiani, era capitano pilota dell'Aeronautica militare, è stato anche leader del Movimento democratico dei militari. Flick e Bertolini chiedono inoltre che a Ciancarella sia riconosciuto «il risarcimento dei danni patrimoniali, morali ed esistenziali» procurati da «un atto attribuito a Pertini, mai notificato e poi esibito solo in copia (l'originale è inesistente alla Corte dei conti), la cui firma presidenziale è stata infine dichiarata falsa dal tribunale di Firenze nel 2016, con sentenza passata in giudicato, al processo per querela di falso proposto dall'avvocato Mauro Casella del foro di Lucca. Da qui il ricorso al Consiglio di Stato. Il ricorso di Ciancarella muove i passi dal pronunciamento del Tar della Toscana di giugno scorso che aveva dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Ciancarella. Motivo? «L’acquiescenza al procedimento disciplinare», scriveva il presidente della corte Manfredo Atzeni. In pratica si rimproverava all’allora capitano di non aver impugnato per tempo il provvedimento e di non essersi opposto con volontà alla sanzione.

Ciancarella non si è però arreso a questo pronunciamento. A suo favore era stata lanciata una petizione. Ora la vicenda approda al Consiglio di Stato che dovrà scrivere una volta per tutte la parola fine su questa intricata vicenda che affonda le radici in uno dei grandi misteri italiani, qual è la strage di Ustica.

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