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Anpi: «È fascismo, basta tacere» Indignata la Città delle donne

Dopo le ultime aggressioni avvenute in città la società civile si mobilita per imporre un freno alle azioni di violenza

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LUCCA

«Basta tacere. È ora di chiamare le cose con il loro nome: fascismo». L’Anpi provinciale e il comitato intercomunale sono in prima fila nel denunciare la vera natura degli ultimi accadimenti avvenuti in città. «Non è molto lontano – si legge in una nota – il tempo in cui si stigmatizzavano simili episodi. Si diceva che erano “ragazzate” e simili giudizi impedivano (e impediscono) di coglierne la gravità e di agire per limitarne le manifestazioni. Quanti appelli, raccolte firme, presidi, organizzati dall’Anpi di Lucca, affinché le istituzioni locali vigilassero perché il nostro territorio fosse terra libera dalla sopraffazione e dalla violenza che scaturisce dai germi dell’intolleranza, del razzismo, della miseria materiale ancorché culturale, dalla rabbia che in tanti settori della popolazione ha covato e cova come una brace ardente. Questi germi, per tanti, troppi anni, si sono nutriti di disvalori, elargiti a piene mani. Hanno lievitato, sono diventati pane con cui uomini e donne, sempre meno cittadini e sempre più sudditi, si sono nutriti. È il nostro, un popolo fragile, perché senza garanzie, indifeso, sempre più povero, si è incattivito e abbrutito, ha sostituito alla parola solidarietà la parola egoismo, slogan come “prima noi e poi gli altri”. Questo è fascismo. Senza se e senza ma».

L’associazione la Città delle donne torna sull’aggressione alle tre tifose aretine ad opera degli ultrà rossoneri: «Non dovevano essere lì, quelle tre donne, e non doveva essere parcheggiata lì, la loro auto, dice il questore. Non dovevano essere lì, loro, come era lì anche un'altra auto di tifosi aretini, che però è riuscita a scampare all'aggressione, forse. Cosa se ne deduce, da questa frase, uscita forse improvvidamente dalle labbra del questore? Che un po' se la sono cercata, quelle donne. Sono state imprevidenti. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Tante, troppe volte. Non si condanna l'azione violenta, non si fa un esame di coscienza relativamente al non aver attuato misure di prevenzione e di contrasto alla violenza adeguate ed efficaci. No: si giudica, come spesso accade a scapito delle donne, il comportamento delle vittime. Noi, donne (ma anche uomini) abbiamo il diritto di essere lì, di essere altrove, di giorno e di notte, libere e liberi di muoverci nelle nostre città, nella nostra città, senza correre il rischio di venire assalite e assaliti da chicchessia».

Potere al popolo interviene sulla nota della commissione comunale: «La commissione speciale per le relazioni tra Comune e società di calcio Lucchese, in cui siedono beatamente centro-sinistra, destra e CasaPound Italia, condanna la violenza degli ultras sulle tre donne. Una semplice questione di tifo: di nuovo, no alla violenza, una violenza generica che non è mai qualificata dal discorso politico pubblico, ma che è legata a doppio filo con la storia del fascismo a Lucca degli ultimi anni». —



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