«Sbagliato non accettare le richieste di appuntamento»
Intervento del Comitato per la Libera scelta vaccinale sui provvedimenti di sospensione: «Interpretazioni sbagliate, presidi come sceriffi»
LUCCA
«Ai dirigenti scolastici e al mondo della scuola in generale, spetterebbe il compito di difendere i valori inclusivi della scuola e non certo di diventare sceriffi per le loro libere, e sbagliate, interpretazioni». È quanto sostiene il comitato per la Libera scelta (Cliva Toscana) in merito ai provvedimenti di sospensione messi in atto dai presidi nei confronti dei bambini di età compresa tra 0 e 6 anni non in regola con la propria posizione vaccinale. Secondo il comitato infatti, «ci sono dirigenti che non accettano bambini i cui genitori hanno presentato una richiesta di appuntamento o, in alcuni casi, un appuntamento fissato», nonostante la legge preveda invece anche questa possibilità. In più, aggiunge ancora il comitato, «in caso di autocertificazione di uno dei documenti, i dirigenti scolastici non dovrebbero entrare nel merito e chiedere ulteriore documentazione dato che il compito di verificare tali dichiarazioni spetta alle Asl». Un atteggiamento quello dei dirigenti che il comitato contesta duramente. «La legge è molto chiara - scrivono - basta la richiesta di appuntamento e non un appuntamento già fissato; la responsabilità di cosa viene dichiarato è del genitore e l’eventuale controllo spetta all’Asl. Quello a cui stiamo assistendo è un vero e proprio muro dei dirigenti, ben consci che il percorso di impugnazione del provvedimento di esclusione comporta tempi lunghi e costi molto alti. Ma non si venga a dire - continuano - che i dirigenti sono costretti a effettuare questa attività e men che meno a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine». Oltre al problema della libera interpretazione, secondo il comitato, c’è anche quello della tempistica dato che «molte scuole toscane non hanno rispettato le date previste dalla circolare Miur/Salute n.467 del 27 febbraio». «A luglio non hanno contattato le famiglie e hanno aspettato i giorni immediatamente prossimi all’avvio dell’anno scolastico per farlo. Come mai i dirigenti non si sono attivati in tempo per evitare il caos a cui stiamo assistendo in questi giorni?», concludono. —
F.S.
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