Italia
Lucca felix, superato l’effetto-crisi: redditi in ripresa, terzi in Italia
La ricerca del Sole24ore mette in evidenza il trend positivo del capoluogo. Lemucchi: «La crescita del turismo ha aiutato a superare il periodo nero»
LUCCA. Redditi, Lucca isola felice: è ormai fuori dalla crisi. Le dichiarazioni dei contribuenti del capoluogo nel 2017 sono superiori a quelle del 2008, l’anno in cui ha preso avvio la grande crisi economica. Lo si evince da uno studio pubblicato ieri dal Sole24ore che ha messo a confronto il reddito complessivo medio nei Comuni capoluogo nel 2017 (anno d’imposta 2016) con quello del 2008. Il tutto ovviamente al netto dell’inflazione (circa undici punti percentuali). Il quadro che emerge a livello nazionale non è positivo: i redditi attuali sono più bassi di quasi il 2% (-1,92%) rispetto all’anno pre-crisi, quando la tempesta perfetta scatenata dalla bolla dei mutui subprime americani si abbatte sull’Europa con le conseguenze che sappiamo. Sono passati nove anni ma ancora molte città non sono tornate a quei livelli di “ricchezza”: degli oltre 108 capoluoghi presi in esame, ben 91 fanno registrare il segno “–“. Il record negativo è di Isernia con il 9,39% in meno ma anche le metropoli come Roma (-4,09%) e Milano (-1,37) escono con le ossa rotte dal confronto.
In uno scenario a dir poco preoccupante, si notano alcune isole felici e in controtendenza. Fra queste c’è proprio Lucca, terzo capoluogo per incremento del reddito con un più che soddisfacente +1,58% dietro a Trieste (+2,15%), (Belluno+ 2,06). In verità il primato spetterebbe all’Aquila con il ragguardevole +5,64% ma gli stessi autori della ricerca fanno notare che il dato è drogato dal fatto che l’anno su cui viene fatto il confronto è quello del terremoto che rase al suolo la città e quindi la base di partenza è molto bassa. Lucca felix, dunque: i contribuenti della città dell’arborato cerchio hanno un reddito medio di 23.447 euro in aumento rispetto al 2008, ma leggermente al di sotto della media nazionale (25.170 euro) e ancor più distante sia dai 34mila di Milano sia dai 16mila euro del fanalino di coda Barletta. A far sorridere c’è anche il dato sulla percentuale dei contribuenti rispetto al numero degli abitanti: la media nazionale è del 66,6% mentre Lucca si assesta al 71,9%. Segno che qui sono di più le persone che dichiarano un reddito e quindi hanno un lavoro.
Del perché Lucca sia riemersa dalla crisi con maggiore rapidità rispetto ad altri capoluoghi Il Tirreno ha discusso con il vicesindaco Giovanni Lemucchi: «L’analisi del Sole24ore dimostra che il nostro territorio ha retto meglio di altri: i settori produttivi più importanti, come il cartario e la meccanica, hanno tenuto mentre lo sviluppo del settore turistico ha sopperito alle perdite registrate nel commercio tradizionale e nel manifatturiero». Su questo fronte è giusto dare qualche merito all’amministrazione: «Sul turismo abbiamo investito molto – prosegue Lemucchi – Penso al cartellone degli eventi che di anno in anno è divenuto sempre più ricco e alle novità introdotte sugli affitti brevi, in particolare all’accordo che abbiamo stipulato di recente con AirBnb per la riscossione della tassa di soggiorno: siamo gli unici in Toscana assieme a Firenze e tra i primi in Italia». L’accordo prevede che sia AirBnb – la piattaforma online per le prenotazioni degli affitti brevi – a riscuotere la tassa di soggiorno per poi riversarla al Comune. Un modo per semplificare il prelievo e abbattere l’evasione. «Lucca è una città sempre più attrattiva per gli operatori del turismo e non solo», conclude Lemucchi. —
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