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«Solo una pausa di refrigerio Chiediamo scusa ai lucchesi»
Il parroco di Novellara scrive al sindaco Tambellini spiegando il motivo della sosta nella fontana in piazza Antelminelli. «È vicina alla cattedrale, al servizio dei fedeli»
lucca
Non ha perso tempo per spiegare le sue ragioni don Giordano Goccini, parroco di Novellara, padre spirituale e responsabile del numeroso gruppo di giovani che la mattina di venerdì 10 agosto ha improvvisato una pausa di refrigerio nella fontana ci piazza Antelminelli, fontana tanto cara ai lucchesi anche per essere opera dell’architetto Lorenzo Nottolini. Lucchesi che, subito, si sono indignati davanti a quella scena: c’è voluto poco perché si trasformasse in un caso di mancato rispetto ai monumenti.
Don Goccini ha scritto una lettera al sindaco Alessandro Tambellini, da una parte giustificando il gesto innocente, ma finendo anche per scusarsi: mancare di rispetto non era certo nelle intenzioni sue e del suo gruppo. Ma si dice incredulo di tanto clamore: se una fontana si trova vicino a un luogo sacro come la cattedrale, è evidente, a suo parere, che sia anche “a servizio” dei fedeli.
«Gentilissimo sindaco - scrive don Goccini - ho letto sul Tirreno un articolo che ci riguarda pieno di imprecisioni. Sono il parroco di Novellara e ho accompagnato un gruppo di 170 giovani pellegrini lungo la via Matildica del Volto Santo per nove giorni di cammino percorrendo oltre 220 chilometri da Novellara a Lucca». Il viaggio dei giovani pellegrini infatti ha avuto grande e positiva eco, anche sulle cronache del Reggiano.
«Quella descritta nell'articolo - continua - è una malevola interpretazione del nostro arrivo di ieri. Chiassoso, certo, perché i ragazzi hanno espresso tutta la loro gioia. Niente grida da stadio né insulti o volgarità. Canti e grida di esultanza prima di entrare in cattedrale e celebrare la Messa», spiega.
«Per quanto riguarda la fontana azzardo un’ipotesi - prosegue -. Lucca è al centro di tutte le vie di pellegrinaggio più importanti. Forse non è un caso che la fontana della piazza della cattedrale sembri fatta apposta per lavarsi i piedi ai getti laterali e immergerli un momento sedendo sul bordo della vasca. Almeno questo è quello che ha ispirato a noi dopo nove giorni di cammino sotto il sole. Nessuno si è tuffato né è entrato nell'acqua. Soltanto seduti sul bordo immergendo i piedi accaldati e doloranti per qualche minuto. Cantando e gridando di gioia. Può darsi che questo sia vietato da qualche norma, ma non crediamo di aver sfregiato il decoro urbano e ci ferisce essere associati a dei vandali. Non abbiamo rovinato né sporcato nulla»
Questa la spiegazione con cui don Goccini si rivolge al sindaco di Lucca. Le parole con cui chiude la lettera esprimono la volontà di chiedere scusa per il gesto ingenuo. «Chiedo scusa - sottolinea infatti il parroco di Novellara - se in qualche modo abbiamo urtato la sensibilità dei lucchesi che ci hanno ospitato con accoglienza e simpatia». —
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