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La procura chiede tredici arresti per la banda dei furti
CAPANNORISono accusati di essere tra i responsabili di almeno una ventina di furti (uno anche a Massa Macinaia), e in una rapina con aggressione e a un commerciante. La procura di Pisa ne voleva...
CAPANNORI
Sono accusati di essere tra i responsabili di almeno una ventina di furti (uno anche a Massa Macinaia), e in una rapina con aggressione e a un commerciante. La procura di Pisa ne voleva arrestare tredici (dodici in carcere e uno ai domiciliari), ma quando il gip Giuseppe Laghezza ha esaminato la richiesta ha ritenuto che fosse passato troppo tempo dai fatti e che la più estrema delle misure cautelari non avesse motivo di essere applicata, anche per l’assenza del pericolo di fuga dei protagonisti. Gli episodi vanno dalla fine del 2016 alla primavera 2018.
Un no all’arresto che il sostituto procuratore Giovanni Porpora ha impugnato davanti al Tribunale del Riesame di Firenze dove i legali dei tredici indagati hanno ribadito, al contrario della Procura, che i loro assistiti non devono finire in manette perché i fatti sono lontani nel tempo. Insomma, per gli avvocati tutta questa urgenza di privare della libertà i loro clienti non compare nelle carte dell’accusa presentati a un oltre un anno dall’ultimo episodio contestato. Questione di tempo, non un giudizio su quanto emerge dalle indagini.
È un’inchiesta delicata portata avanti per mesi con intercettazioni quella del nucleo investigativo dei carabinieri. Centinaia di conversazioni, appostamenti notturni e testimonianze condensati in un’informativa poderosa. Ora i giudici del riesame devono stabilire se per quei tredici indagati per furto aggravato in concorso – ma c’è anche la ricettazione – ci siano le condizioni per un arresto. Il pronunciamento, in assenza di misure cautelari in atto, arriverà a settembre. Non si tratta di un’associazione a delinquere con una struttura organizzata. I gruppi che commettevano i furti variavano nella loro composizione e non c’era una responsabilità piramidale da cui partivano ordini o venivano definite strategie con assegnazione di ruoli.
Le persone che la Procura vuole arrestare sono tredici, ma il numero degli indagati è superiore. Persone coinvolte in ruoli minori che hanno aiutato o favorito chi materialmente entrava nelle abitazioni, anche con i proprietari a letto. La statistica messa in insieme dai carabinieri offre un’antologia di una ventina di furti. I protagonisti sono slavi e rom italiani, con epicentro nell’insediamento di Coltano e anche in via dell’Idrovora sgomberata di recente, e albanesi che vivono tra Pisa, Cascina, Collesalvetti, Castelfranco di Sotto, Firenze e Vecchiano. Sono in attesa di sapere se finiranno in carcere. Lo sapranno dopo l’estate. —
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