Il Tirreno

Lucca

Coro di dissensi per il senso unico in via di Tiglio «Un’assurdità»

Gabriele Noli

Commercianti e residenti contrari alla sperimentazione  tra il rischio di incidenti ed il crollo verticale degli affari

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Uno scooter e un’auto transitano su via di Tiglio nella direzione opposta a quella consentita. Da martedì è scattato il senso unico nel tratto compreso tra via Orzali e via della Chiesa di San Filippo. Ma i conducenti dei due mezzi forse neanche lo sanno.

Eppure i cartelli attaccati alle transenne collocate all’incrocio con via Ingrillini, a pochissimi metri dal passaggio a livello, sono ben visibili. Ci pensa allora un’agente della polizia municipale a ricordare loro che su quella strada si potrà viaggiare solo verso Capannori, almeno sino al 15 settembre. Spiazzati, ascoltano e ripartono.

Non appena la pattuglia (che per tutta la mattina aveva regolato il traffico) si allontana, però, nel giro di pochi minuti sono almeno dieci le vetture che ignorano il senso unico percorrendo via di Tiglio in direzione centro città. All’interno della tabaccheria di Antonio Trapani, ex presidente della commissione urbanistica (Lega), situata proprio all’incrocio con via Ingrillini, le persone in attesa del proprio turno per comprare un “Gratta e Vinci” o un pacchetto di sigarette si confrontano su una questione che fa discutere. Eccome. «Spostando il traffico su altre strade, finalmente si elimineranno le lunghe code al passaggio a livello» afferma una residente. «Assisteremo a diversi incidenti» ribatte un altro. «In ogni caso non esiste una soluzione che andrà bene a tutti» chiosa una ragazza. E probabilmente ha ragione lei.

Trapani è diffidente sulla sperimentazione del senso unico. «L’ho fatto chiaramente presente all’assessore Marchini. L’unica soluzione per alleggerire la viabilità e non danneggiare le attività ed i residenti sarebbe stata il divieto di svolta a sinistra da via Ingrillini verso via di Tiglio. In questo modo, invece, si obbliga un numero elevato di auto a passare dalla via Romana e, per tornare su via di Tiglio, attraversare due passaggi a livello: un giro mostruoso».

Il caos, all’ora di pranzo, è intenso. Come il caldo. Per Roberto Mori - che lavora in via Martini, la prima parallela di via Ingrillini verso Capannori - «si va ad aggiungere un nuovo problema ad una viabilità già di per sé critica». Si è verificato inoltre, a suo avviso, un difetto di comunicazione. «Non è stata data un’informazione corretta, noi che viviamo e lavoriamo in questa zona abbiamo scoperto l’introduzione del senso unico in via di Tiglio solo un paio di giorni prima, per caso, vedendo i tecnici comunali che posizionavano la segnaletica».

C’è però chi il coro delle proteste, anche vibranti, lo aveva sollevato quasi un mese fa. Sono i commercianti di un altro tratto di via di Tiglio, quello compreso tra via Sandei e via Antognoli, dove sono in corso i lavori di sostituzione della condotta idrica. Per alcuni giorni, a metà luglio, era stata disposta la chiusura totale al traffico. Poi il parziale retrofront, dopo i sopralluoghi di Geal.

Stefano Berna del negozio di bici Jolly Bike fatica a celare la rabbia. «È assurdo che ci si preoccupi più delle perdite d’acqua che degli interessi di un quartiere e delle sue attività. Il senso unico è una follia: di turisti e clienti occasionali non se ne vedono più. Il mio fatturato, rispetto allo stesso periodo del 2017, è calato del 40%».

Gli fa eco Bruno Silvestri di Edicolando: «Qui non si lavora più, i clienti persi probabilmente non torneranno, compresi quelli abituali. Non si può rovinare un intero quartiere con una sperimentazione fuori luogo. Bisogna ripristinare il doppio senso in via di Tiglio. Immediatamente». —

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