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Via libera alla moratoria L’intesa si firma tra due giorni

BARBARA ANTONI
Via libera alla moratoria L’intesa si firma tra due giorni

La Regione, con delibera del 30 luglio, avalla la proposta del Comune di Lucca di imporre uno stop di tre anni a nuovi pubblici esercizi, alimentari e panifici

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LUCCA

Tre anni di stop all’insediamento nel centro storico di Lucca di nuovi negozi di alimentari, di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande compresi home restaurant (ristoranti casalinghi) e affini. E stop anche per attività di preparazione e vendita di alimentari a carattere industriale compresa la panificazione.

La moratoria adesso è una realtà: è arrivato il via libera della Regione Toscana alla proposta avanzata dal Comune di Lucca e avallata dalla Soprintendenza ai Beni artistici di Lucca. La delibera che contiene il nullaosta è la numero 850 del 30 luglio: per essere operativa (validità tre anni dalla firma) l’intesa fra Comune di Lucca e Regione Toscana dovrà essere sottoscritta da entrambi gli enti. E la firma avverrà a stretto giro: «è in programma per martedì 7 agosto», conferma l’assessora alle attività produttive Valentina Mercanti.

«Ce l’abbiamo fatta - dice soddisfatta l’assessora -. Il documento è forte, incisivo. A quanto ci risulta, siamo il primo comune in Italia a mettere in atto un provvedimento come il blocco delle licenze di pubblici esercizi e negozi di alimentari nell’intero centro storico. Mi auguro che faccia da apripista e che venga applicato anche da altre città d’arte toscane, affinché anche là, come auspico che accadrà da noi, lo stop all’apertura di nuove attività di somministrazione e di produzione di cibi possa contribuire a calmierare il mercato degli affitti nei centri storici. È evidente - aggiunge - che all’origine dell’aumento dei canoni di affitto c’è una alterazione degli equilibri: se nei centri storici ci sono troppe attività di ristorazione viene meno il commercio tradizionale e quindi la residenza. Mi auguro che tutti a questo punto facciano la loro parte: mi riferisco ai proprietari dei fondi, spero che si decidano a diminuire i canoni di affitto. È vero alla fine che la città la disegniamo tutti insieme», tiene a precisare.

Il filo rosso del nullaosta rimane comunque la materia della tutela del patrimonio storico e del decoro.

Una serie di edifici e attività verranno esclusi comunque dalla moratoria. Si tratta in prevalenza di luoghi di interesse culturale, come sottolinea ulteriormente Valentina Mercanti. «Si potrà aprire un bar o un ristorante all’interno di un museo, oppure di una libreria, perché è un negozio che riveste una forte funzione sociale e oltretutto deve fare i conti alla concorrenza spietata della vendita online. Se si chiederà di aprire un bar in una libreria, in un museo o in un teatro , non lo vieteremo, blocchi in questo caso non ce ne saranno».

Rimarranno esclusi dal divieto anche stazioni dei mezzi di trasporto pubblico, mense e spacci aziendali, scuole, ospedali, case di cura, caserme, stabilimenti delle forze dell’ordine. Rimane escluso dal divieto triennale anche il complesso del mercato del Carmine, dove è in corso l’ultimazione dell’intervento di consolidamento strutturale. Il bando per la sua assegnazione impiego a fini commerciali, turistico ricettivi e di ristorazione, anticipa Mercanti, dovrebbe essere pubblicato alla fine del mese di agosto. —

BARBARA ANTONI

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