Il Tirreno

Lucca

accoglienza 

Accordo con la Regione per chiudere i campi rom e portare i bimbi a scuola

SAMUELE BARTOLINI

Ridotte da 240 a 80 le presenze alle Tagliate e in via della Scogliera Si cercano soluzioni alla questione abitativa

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LUCCA

Continuare a ridurre le presenze nei due campi Rom delle Tagliate e di via della Scogliera, dove gli ospiti sono scesi da 240 e 80. E puntare sull’inclusione, a partire da quella sui banchi di scuola. È il nucleo portante dell’accordo stipulato fra la Regione Toscana e il Comune di Lucca (oltre alle amministrazioni di Carrara, Prato, Sesto Fiorentino e Firenze).

«Avere i ragazzi a scuola è fondamentale», ha spiegato il sindaco Alessandro Tambellini. E intanto si cercano soluzioni abitative per svuotare i campi, che già da tempo sono “off-limits” per nuovi arrivi.

Ma al di là dell’accordo stipulato con questi Comuni, sono in arrivo anche altri provvedimenti e altri finanziamenti. A settembre la Regione farà infatti un bando da 1,5 milioni di euro rivolto ai Comuni per superare i campi nomadi e metterà a disposizione delle scuole elementari e medie 600mila euro contro l'abbandono scolastico di tutti i ragazzi, Rom e Sinti compresi. Per quanto riguarda il superamento dei campi nomadi, il milione e mezzo servirà a risanare i campi nomadi, a dare i contributi per l'affitto, il co-housing e ristrutturare le case di proprietà comunale. Fanno 500.000 euro nel 2018 e un milione nel 2019.

La Regione interverrà al massimo fino a metà della spesa, l'altra metà la metteranno i Comuni che potranno presentare un progetto anche in forma associata o attraverso un'Unione, oppure le Società della salute. Gli interventi da finanziare dovranno concludersi entro la fine dell'anno.

L'atto è stato presentato dal presidente Enrico Rossi e dall'assessora alla salute e al sociale Stefania Saccardi. L'altro provvedimento riguarda la lotta all'abbandono scolastico in età dell'obbligo, compresi i 700 bambini Rom e Sinti presenti in Toscana. Fanno 600mila euro nel biennio 2018-19. Le scuole li dovranno utilizzare per comprare i libri, per accompagnare i bambini a scuola col pulmino, per le attività del doposcuola e per i mediatori tra scuola e genitori.

«In Europa ci definiscono il “paese dei campi nomadi”. È una situazione indecorosa – dice il presidente Rossi – ma per superarla la soluzione non sono le ruspe. Quelle spostano il problema solo più in là».

La polemica sui nomadi che scavalcano italiani e toscani nell'assegnazione delle case popolari per il presidente è mal posta. «Tutte le etnie – dice - sono soggette alla stessa legge e agli stessi diritti. Gli alloggi di edilizia pubblica si assegnano in base alla legge. Se fosse altrimenti, sarebbe un reato». E lancia un appello alle prefetture affinché «le forze dell'ordine facciano sopralluoghi costanti nei campi nomadi per evitare che diventino luogo fertile per la criminalità». —

SAMUELE BARTOLINI

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