Dal borgo di Poppi a Lucca, le cicogne puntano l’Africa
I due uccelli avvistati nei giorni scorsi sul campanile della chiesa di San Romano appartengono a un falconiere della provincia di Arezzo che spera di riabbracciarle
LUCCA. Per un giorno, martedì scorso, sono state le star assolute della città. Hanno fatto stare tutti col naso all’insù. Due cicogne nel centro di Lucca. E chi le aveva mai viste? Maestose, ricoperte da un piumaggio bianco candido con chiazze nere, martedì scorso hanno posato a lungo sul campanile della chiesa di San Romano, prima di sparire nel nulla. Dietro ai due affascinanti esemplari, però, c’è una storia più che particolare. E attenzione, perché nei prossimi mesi potrebbe sbocciare anche il clamoroso lieto fine. Ma andiamo con ordine. Come mai le cicogne hanno scelto la chiesa di San Romano come “rifugio” nel loro breve soggiorno lucchese? «Perché somiglia al campanile di una chiesa che si trova nel centro storico di Poppi, sono animali abitudinari e probabilmente è stato un modo per sentirsi a casa». A parlare è Gherardo Brami, di professione falconiere e addestratore, che a Poppi, borgo in provincia di Arezzo, ha un centro di addestramento di uccelli. «Organizzo iniziative dimostrative per far capire alle persone, e ai bambini, l’importanza del rispetto della natura e degli animali». Il viaggio delle due Cicogne è partito proprio dal parco di Gherardo, lunedì 27 agosto. «Sono fuggite poco prima che si scatenasse un violento temporale. Hanno un’indole migratoria, e l’atmosfera che accompagna gli acquazzoni fa venire loro voglia di alzarsi in volo e seguire le correnti». Le cicogne sono state prelevate dall’addestratore nel giugno scorso, da un allevamento di Padova. «Sono cresciute nel mio parco - spiega Brami - e in me vedono una figura genitoriale». Essendo nate in cattività, le cicogne portano un particolare anello rosso alla zampa. È quello della Foi, Federazione ornicoltori italiani, che serve da tratto distintivo rispetto agli esemplari selvatici. «Sono dotate anche di un particolare sistema radio in grado di individuarne gli spostamenti, ma quando si sono allontanate da Poppi hanno volato alto, facendo perdere il segnale. Ormai - prosegue Brami - le batterie sono scariche e quindi è impossibile rintracciarle». Nei giorni scorsi Gherardo Brami ha fatto circolare la notizia dell’allontanamento delle cicogne sui social network, nel tentativo di individuarle e poterle quindi riprendere. «Da Lucca sono arrivate molte segnalazioni, con tanto di foto. Le ho riconosciute, erano loro. È curioso che abbiano percorso oltre cento chilometri in un giorno». E ora? Dove sono le cicogne? «Impossibile saperlo, a meno che non arrivino altre immagini da chi le incontra. Se riescono a trovare cibo - continua l’addestratore - quasi sicuramente andranno in Africa, come tutte le cicogne in questo periodo». La migrazione dei due uccelli, quindi, è solo all’inizio. Ma tra qualche mese potrebbero intraprendere la strada del ritorno. «Solitamente in primavera le cicogne tornano nei luoghi in cui sono cresciute, quindi mi aspetto di vederle di nuovo nel mio parco. Tutto questo, naturalmente, se riusciranno a sopravvivere in questi mesi», conclude Gherardo Brami, che comunque non abbandona le speranze di ritrovarle. Per questo chiede a chiunque avesse notizie delle sue cicogne di contattarlo al 3382529222 . E chissà che nel loro viaggio di ritorno, le cicogne non scelgano di nuovo di farsi un giorno a Lucca. Sul campanile della chiesa di San Romano. Che le fa sentire a casa. —
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