Il presidio
Muore a 51 anni dopo una vita dedicata agli altri
Sara Da Costa, ristoratrice, lascia il marito Luca e la figlia Alice. Era molto conosciuta per il suo impegno umanitario
Gallicano
Una notizia, diffusasi immediatamente nelle strade di Gallicano, ha rotto l’apatia di un torrido pomeriggio estivo: Sara Da Costa è morta ieri a solo 51 anni, sconfitta da una malattia. Da tempo era ricoverata in un ospedale della zona, ma adesso la Valle del Serchio sarà davvero più povera, priva di uno dei suoi elementi più vitali.
Sara Da Costa, donna dalla grande sensibilità e umanità e sempre pronta a battersi per i suoi ideali, gestiva da anni il ristorante “L’antica trattoria dell’Eremita” , accanto al famoso Eremo di Calomini, ma era conosciuta soprattutto per il suo grande impegno nel mondo del volontariato. La signora, infatti, è stata fondatrice e anima dell’associazione onlus Amatafrica, ente no profit di solidarietà internazionale della Valle del Serchio. Una missionaria laica, Sara Da Costa, che da decenni ha fatto la spola tra Gallicano e il Rwanda per organizzare progetti umanitari, portare sostegno morale ed economico alle popolazioni locali, incentivare le buone pratiche contribuendo anche alla realizzazione di infrastrutture necessarie alla sopravvivenza.
Per decenni è stata protagonista alla Fiaccolata della Solidarietà, raccogliendo fondi destinati a finanziare pozzi e scuole in Africa Centrale. Un carattere forte, quello di Sara, come ha dimostrato la grande reazione alla malattia che la colpì qualche anno fa, una malattia che le ha minato il fisico ma non certo l’impeto. Come sempre, ormai, i social network hanno avuto la funzione di “strilloni” , e quando il sindaco di Gallicano, David Saisi, ha comunicato la notizia su Facebook, l’incredulità e il dolore hanno avuto la meglio.
Il profilo Facebook di Sara Da Costa è stato preso d’assalto, con molti commenti da parte di amici, dei volontari di Amatafrica e di semplici cittadini che hanno avuto il piacere di conoscere questa donna minuta e dal carattere forte. All’interno dell’associazione da lei fondata, la donna ricopriva l’incarico di responsabile dei progetti sociali. Una nomenclatura burocratica, che non dà giustizia alla sua passione: aiutare i meno fortunati. La gestione della trattoria, divisa con il marito Luca Lorenzi e l’amatissima figlia Alice, ha portato di fatto un nuovo modo di intendere il commercio, in senso davvero solidale.
Promotrice delle adozioni a distanza, Sara Da Costa lascerà un enorme vuoto in tutta la comunità di Gallicano e non solo, che si è stretta attorno alla famiglia Lorenzi.
Tanti e toccanti i messaggi di cordoglio: «Questo non è un addio ma semplicemente un “ciao” – scrive Matteo Giorgini, un volontario di Amatafrica – Sara da Costa la colonna portante di tutti noi e dell’associazione Amatafrica, qualche hanno fa ho avuto la fortuna di conoscerti e capire subito la persona fantastica e generosa che eri, adesso tu non ci sei più ma rimarrai sempre ne nostri cuori». E poi anche Franco: «Arrivederci Sara. Grazie per tutto quello che hai fatto per i nostri fratelli sfortunati insieme ai tuoi cari. Il Signore te ne renderà certamente merito». Un esempio di altruismo e generosità, volata via troppo presto. —
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