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Cumuli di rifiuti nel cuore di Lucca Le guide turistiche «Ci vergogniamo»

Gabriele Noli
Cumuli di rifiuti nel cuore di Lucca Le guide turistiche «Ci vergogniamo»

Linda Lorenzetti (La Giunchiglia) lancia l’ennesimo allarme «Inutile promuovere la città se poi la mostriamo così» 

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«È inutile promuovere Lucca nel mondo per attirare gli stranieri se poi li accogliamo con cumuli di rifiuti per strada». Linda Lorenzetti è la responsabile della cooperativa di guide turistiche autorizzate “La Giunchiglia”.

Quasi quotidianamente, «da una trentina d’anni», fa scoprire le bellezze della città ai gruppi di visitatori «che arrivano da ogni parte del mondo», dovendo fronteggiare quello che lei stessa definisce «un dramma continuo».

Tesi supportata con due esempi concreti. E recenti: «Sabato attorno alle 11 fuori dai negozi e dalle attività di via Fillungo c’era una quantità enorme di sacchi con dentro plastica e cartone. Martedì, verso le 10, di nuovo. Anche in via San Paolino. I turisti se ne sono accorti. “Che schifo”, esclamavano. E io, mentre li sentivo, mi vergognavo profondamente. Ma perché la raccolta porta a porta in centro storico non viene effettuata prima?».

Se la pone continuamente, questa domanda. Di segnalazioni analoghe ne ha avanzate continuamente. «Eppure ogni volta la storia è la medesima. Io non so più cosa fare» ammette. Le sue parole sono una mescolanza di rabbia, frustrazione e senso di impotenza. Che si palesa soprattutto quando i turisti chiedono perché viene lasciata la sporcizia ai margini delle strade.

«Cerco di fornire loro spiegazioni virtuose, magari puntando sul valore del riciclo, ma mi rendo conto che è davvero complicato». Una disorganizzazione che Lorenzetti reputa evidente e deleteria «per una città che vive di turismo».

Alimentato, in queste settimane, «principalmente dai croceristi che sbarcano a Livorno e La Spezia. Bisogna smetterla di screditarli: non ci si rende conto che scattando una foto e pubblicandola sui profili social fanno una pubblicità inestimabile e soprattutto gratuita a Lucca. In questo modo invogliano altre persone a visitarla, oppure loro stessi tornano una seconda volta».

E invece i comportamenti deprecabili sono una (triste) costante. «Mentre camminano o si fermano per fotografare un monumento vengono coperti di insulti da chi pretende di transitare con la bicicletta persino nelle strade in cui vige un divieto. Sono situazioni incresciose», commenta con profonda amarezza Linda Lorenzetti, che lamenta anche criticità nei servizi, in particolare «i bagni pubblici: ne servirebbero di più».

Spunto di riflessione da cui deriva un altro quesito. L’ennesimo. «Perché non viene investita una percentuale più consistente dei ricavi provenienti dai parcheggi “Check point” pagati dagli autobus per migliorare l’efficienza dell’accoglienza dei turisti?». —

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