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Lucca

LA CAUSA  

Fanini vince lo sprint con Mario Cipollini nelle aule di tribunale

Fanini vince lo sprint con Mario Cipollini nelle aule di tribunale

Archiviata una denuncia penale presentata da Re Leone contro l’ex patron dopo vecchie ruggini contrattuali

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LUCCA. Ivano Fanini vince in volata nelle aule di tribunale su Mario Cipollini alias Re Leone del ciclismo mondiale. L’ex campione iridato, ancora ragazzino, è stato "scoperto ed allevato" dal patron di “Amore & Vita” con quell'affetto filiale che è il tratto distintivo che contraddistingue la grande e storica famiglia ciclistica Fanini. Ma anche i...grandi amori, soprattutto sportivi, possono incrinarsi. Vecchie ruggini contrattuali datate 1998 trasposte in sentenze di tribunali favorevoli ad Ivano Fanini senza che Mario Cipollini a seguito del mancato rispetto di un contratto che imponeva al velocista di correre l’ultimo anno della carriera con la maglia di Amre & Vita, hanno determinato un clima a dir poco conflittuale. Carte bollate ed atti processuali hanno preso il sopravvento su di una discussione, magari aspra ed accesa, ma fondata sul reciproco rispetto e, soprattutto, finalizzata a soluzioni legittime e condivisibili. Insomma, tra il patron e Re Leone era in corso una piena ed ostica bagarre . Un lungo sprint che, a seguito di una denuncia sporta in sede penale da Mario Cipollini , assistito dal suo legale Giuseppe Napoleone, vedeva Fanini indagato dalla procura di Verona. Una vicenda che, nella consapevolezza di Ivano Fanini che nulla d'illecito avesse mai anche solo pensato di fare contro il "suo" Mario, oltre ad un'umana preoccupazione era fonte anche di un intimo sgomento per essere trattato alla pari di un emerito sconosciuto da quel campione che, bene o male, aveva avviato al ciclismo che conta. Per Fanini, difeso dagli avvocati Alberto e Fiorenzo Alessi del foro di Rimini, la battaglia dvanti alla procura prima e al gip poi ha portato a un motivato decreto di archiviazione per insussistenza del fatto addebitatogli. Fanini ha battuto Cipollini. Ma , soddisfazione processuale a parte, tanta amarezza in questo risultato. In fin dei conti, una "vittoria" inequivoca, ma che lascia l'amaro in bocca. Aver dovuto subire un processo per dimostrare non solo e non tanto la propria assoluta innocenza, ma per ribadire , quasi che potessero cancellarsi anni di affetto ed amicizia, che Mario Cipollini ha ancora un posto privilegiato nel suo cuore. In fondo Re Leone rimane «il suo figliolo». —



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