Il Tirreno

Lucca

Il bilancio del progetto di Altopascio: soldi in cambio di opere per la comunità 

Pasquale e gli altri 20 che sono ripartiti con il baratto sociale

NICOLA NUCCI

LA STORIAALTOPASCIOPasquale è un altopascese, lavorava nel settore edile e da cinque anni è disoccupato. Ora si prende cura di un’area verde a pochi passi dal centro del paese, insieme ad altri venti...

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LA STORIA

ALTOPASCIO

Pasquale è un altopascese, lavorava nel settore edile e da cinque anni è disoccupato. Ora si prende cura di un’area verde a pochi passi dal centro del paese, insieme ad altri venti persone che si occupano dal baratto sociale. Si ricevono mille euro di contributo dal Comune e in cambio si offre un servizio alla comunità.

Le panchine di piazza Gramsci, di via Cavour e del parco Aldo Moro sono state completamente risistemate. Rinnovato anche la piazza delle fontane o ripuliti i parchi, ad Altopascio, a Marginone e Spianate. Così come il boschetto di via del Valico, tornato finalmente accessibile e frequentabile.

Dopo un anno sperimentazione l’amministrazione comunale ha confermato il baratto sociale anche per il 2018, finanziando l’iniziativa con il fondo anti-crisi, portato da 50mila a 57.500 euro, e raddoppiando il contributo, da 500 a 1000 euro. Le domande sono raddoppiate e su 130 quasi cento sono persone disoccupate.

Il baratto sociale è anche un modo per aiutare le persone più bisognose (ad Altopascio una famiglia su quattro è a rischio povertà) ma uscendo dalla schema dell’assistenzialismo. Parte attiva del progetto, infatti, oltre all'ufficio sociale, in collaborazione con l'ufficio tecnico, sono le associazioni di volontariato del territorio, in particolare la Misericordia, e il tutore del bene comune, Mario Sarti, che ha il compito di coordinare il progetto, organizzare le varie squadre direttamente sul campo, individuare aree su cui intervenire.

«L'obiettivo è rendere il baratto sociale un progetto strutturale di Altopascio – spiega l'assessore al sociale Ilaria Sorini – ed abbiamo incrementato le risorse riuscendo ad ottenere altri 15 mila euro dalla Fondazione Crl. Siamo stati dei pionieri, adesso altri Comuni, anche in Toscana, hanno replicato l'idea».

Il baratto sociale è rivolto a disoccupati, giovani coppie e pensionati altopascesi. «C'è chi si prende cura del verde pubblico e del decoro urbano, attraverso manutenzioni ordinarie e chi, invece,presta servizi sociali per persone in difficoltà, come anziani soli, disabili minori e adulti - spiega Sarti -. Si attivano tutti, donne e uomini, italiani e stranieri. Una grande soddisfazione ricevere i ringraziamenti dei cittadini che passano o vedere come il frutto della tua fatica serva agli altri».

Un percorso simile è stato da poco attivato anche a Porcari. A Capannori invece era stato sperimentato il progetto "Fai un lavoro per la comunità". A Capannori il 20,6%, secondo i dati Istat, vive in condizione di indigenza. A Massa Macinaia da qualche anno c'è un supermercato particolare dove le famiglie in momentanea difficoltà possono fare la spesa con una tessera rilasciata dal Comune di Capannori. Si chiama “5 pani” ed è promosso dalle politiche sociali del municipio dalla Caritas e dalla parrocchia. Selezionate dal Comune e dai centri di ascolto, le famiglie vengono dopo aver ricevuto una tessera che ogni mese viene caricata con un certo numero di punti possono acquistare prodotti freschi alla carne, dai biscotti alle uova. —

NICOLA NUCCI



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