I sindacati dell’Itc Carrara: "No all’arrivo del Civitali"
Per le Rsu la soluzione della Provincia metterebbe a rischio la didattica, la controproposta: meno aule per il professionale e qualche prefabbricato in più
LUCCA. No allo spostamento del Civitali in un’ala dell’Itc Carrara. È la posizione delle Rsu dell’istituto di viale Marti, Rino Capasso (Cobas), Felice Balderi (Cobas) e Manuela Gaddini (Snals).
«Premettiamo - scrivono i rappresentanti dei lavoratori - che esprimiamo la massima solidarietà per gli studenti, i docenti e il personale Ata del Civitali–Paladini, ma bisogna trovare – come ha chiarito anche il dirigente Cesare Lazzari- soluzioni che, in una visione complessiva del sistema scolastico pubblico, evitino che si distrugga didatticamente una terza scuola, che già viene da due anni di convivenza con un cantiere, con i lavori del padiglione ospedale bloccati ancora per un tempo indefinito, con una palestra che è stata utilizzata solo per piccola parte e al gelo (a settembre ci verrà riconsegnata con il riscaldamento, se l’ennesimo impegno della Provincia verrà rispettato)».
La proposta iniziale della Provincia, spiegano, è di «lasciare al Carrara solo il padiglione centrale (che tra l’altro ha bisogno urgentemente di lavori di ristrutturazione) e due sole aule del piano terra del padiglione stadio, di recente ristrutturato. In tal modo per 23 classi avremmo solo 17 aule, più l’aula di lingue e cinque laboratori da usare – nell’idea originaria della Provincia- come aule a rotazione per fare lezione. È evidente il totale disinteresse per gli aspetti didattici insito in tale proposta: non si può fare lezione ordinaria in un laboratorio che è dispersivo, ha effetti negativi sulla concentrazione e, soprattutto, rende difficile la didattica interattiva; verrebbe di fatto impedita l’attività laboratoriale per materie come economia aziendale, informatica, chimica, fisica, lingue; la continua rotazione delle classi ridurrebbe il tempo effettivo di lezione e creerebbe problemi per la sicurezza e vigilanza degli alunni e del personale e rischi per le attrezzature di laboratorio. Infatti, non è pensabile che laboratori di chimica e di fisica possano essere a lungo utilizzati come delle aule ordinarie, quando anche laddove non vi sono attrezzature di particolare pericolosità possono verificarsi episodi di violazione delle regole con conseguenti infortuni e danni di varia natura».
Sempre a rischio sarebbero poi - dicono le Rsu - «i continui spostamenti ad ogni ora delle 23 classi per ruotare fra le poche aule rimaste a disposizione.
«Tutto questo – pare - per 3 anni e senza risolvere i problemi del Civitali-Paladini che, comunque (in toto il Paladini e in parte il Civitali) dovrebbero usare dei prefabbricati. E il tutto solo perché – se le notizie che circolano rispondessero al vero – costruire tutti i prefabbricati per le due scuole a Campo di Marte, come era stato ipotizzato in un primo momento, sarebbe troppo oneroso per la Provincia e troverebbe l’opposizione dell’Asl».
Anche i motivi della scelta non convincono le Rsu: «Si dice che i ragazzi del Civitali potrebbero raggiungere a piedi i laboratori a Campo di Marte da usare in comune con il Paladini: ma i signori della Provincia lo sanno che anche per raccattare il materiale, coprirsi e fare quel breve tratto all’aperto una classe di 25 alunni impiega 10 minuti ad andare e 10 per tornare e che in tal modo si perderebbe un terzo della di lezione? In ogni caso, una soluzione che coniughi esigenze didattiche e ospitalità al Civitali è quella di garantire all’Itc 23 aule, l’aula di lingue e i 5 laboratori, lasciando le aule residue al primo e secondo piano del padiglione nuovo al Civitali, con completamento in qualche modulo prefabbricato in più, a cui comunque si dovrebbe ricorrere». —
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