Il presidio
Snai, l’azienda ai dipendenti: «Tutelati i diritti acquisiti»
Alla lettera dell’amministratore risponde Braccini (Fiom): «È un comportamento che riteniamo grave e scorretto nei confronti del sindacato»
LUCCA. Non ci saranno cambiamenti nei «diritti acquisiti» con il nuovo contratto unico dei dipendenti Sanitech. A scriverlo, in una lettera ai lavoratori, è l’amministratore delegato dell’azienda Fabio Schiavolin, che ritorna sulla questione dell’uniformità fra i dipendenti inquadrati nel terziario e servizi e quelli del metalmeccanico. «Già a inizio 2017 - scrive Schiavolin - l’Inps non ha riconosciuto ai dipendenti Snaitech l’inquadramento previdenziale dell’industria, definendo l’attività della società appartenente all’ambito del terziario. In questo contesto l’Azienda ha da tempo comunicato la propria intenzione di applicare a tutti i dipendenti il contratto collettivo nazionale del terziario. L’obiettivo di questo percorso è garantire a tutti i lavoratori un trattamento uniforme, puntando all’adozione della nuova disciplina contrattuale già dal 1 novembre 2018, individuando le modalità più idonee per salvaguardare i trattamenti attualmente percepiti dai dipendenti interessati dal mutamento di contratto per non pregiudicare in maniera alcuna i diritti acquisiti dagli stessi nel corso del tempo».
Questo, dice Schivolin, è stato detto anche ai sindacati e « non ha nulla a che fare con l’acquisizione da parte di Playtech alla quale vi invito, invece, a guardare come un’opportunità di ulteriore sviluppo per la nostra Azienda. Grazie a questa operazione, Snaitech trova un partner industriale importante in un contesto estremamente competitivo».
A questa lettera ha risposto Massimo Braccini di Fiom-Cgil: «Riteniamo il comportamento aziendale preoccupante, grave e scorretto, nonché illegale, poiché, di fatto, è teso a mettere in discussione la funzione della libertà sindacale. L’imprenditore non è libero di esercitare i suoi poteri direttivi, gestionali ed organizzativi in modo tale da condizionare o influenzare i lavoratori nella loro libertà di scelta. La Snaitech non può disapplicare dal 1 novembre 2018 il contratto collettivo nazionale dell’industria metalmeccanica, se ne facciano una ragione, siamo ancora in un paese di diritto». —
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