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Fiamme nella casa Grave una donna Una notte di paura nel centro storico
La malcapitata ha riportato ustioni sul 30% del corpo Paura e agitazione tra gli abitanti di via della Cavallerizza
LUCCA
«È stata una nottata terribile. Sirene, forze dell’ordine, le fiamme. Abbiamo avuto paura». Farsi aprire la porta di casa da una persona anziana, oggi, con rapine e truffe porta a porta ormai all’ordine del giorno, è qualcosa che si avvicina molta all’impresa.
Ma dopo un paio di «No, grazie non ho bisogno di nulla», via della Cavallerizza si scioglie. E racconta le sue ore di terrore. Nella notte tra ieri e domenica, poche decine di minuti dopo la mezzanotte, è scoppiato un incendio in una delle palazzine popolari vicino alla pizzeria Bella ’Mbriana, a due passi da piazza San Frediano. A essere avvolta dalle fiamme, l’abitazione in cui vive Elzbieta Garbacz, 43enne di origini polacche, in precarie condizioni di salute e con problemi di deambulazione, che ora si trova ricoverata in prognosi riservata all’ospedale di Cisanello, in gravi condizioni, con ustioni sul 30% del corpo.
Secondo una prima ricostruzione, il rogo sarebbe partito dalla cucina, probabilmente per il cortocircuito di un elettrodomestico. La gente parla, ma chiede l’anonimato. Solo così racconta la sua notte di paura.
«La signora ha difficoltà di movimento, abbiamo provato qualche volta ad aiutarla ma non ha voluto. È molto orgogliosa». Una volta dimessa dall’ospedale, si apprende dai servizi che ne hanno cura, con molte probabilità la donna verrà trasferita in una struttura dove potrà beneficiare di un’assistenza quotidiana.
Il giorno prima che la sua casa prendesse fuoco, la 43enne era stata dimessa dall’ospedale San Luca, dove era stata ricoverata finita in seguito a una caduta. Dal 2014 abita in via della Cavallerizza.
«Non esce molto, e quando lo fa è quasi sempre sola», raccontano ancora i vicini di casa. «Io una volta dal terrazzo di casa l’ho vista cadere nel suo cortile, così mi sono permessa di chiederle se aveva bisogno d’aiuto. Lei ha tagliato corto e mi ha risposto che faceva tutto da sola», ricorda una signora. La donna è seguita da un amministratore di sostegno assegnato dalla Asl, anche se ha, o almeno aveva, fino all’incendio di domenica notte, i requisiti per poter vivere da sola.
«Mi sono svegliata, ho aperto la finestra e ho visto le fiamme. In un primo momento ho pensato di scappare, poi sono riuscita a mantenere la calma». La mattina dopo il grande spavento in via della Cavallerizza c’è chi passa di fronte alla casa e si ferma a sbirciare all’interno dai vetri delle finestre rotti dai vigili del fuoco per entrare a soccorrere la donna. E poi ci sono gli immancabili “capannelli” di persone a lato della strada, che si assemblano e si dissolvono alla velocità della luce. Anche perché, in questo caso, c’è poco da dire.
La disgrazia ha colpito una donna sola, che non ha grandi legami con il vicinato. Ma lo slancio solidale della gente è più forte di tutto. «Ci siamo preoccupati per lei, perché pensavamo che non fosse in grado di cavarsela in mezzo alle fiamme. Meno male i soccorsi hanno fatto presto – raccontano i residenti – e per fortuna sono riusciti a tirarla fuori da quell’inferno».
Sul posto, per domare l’incendio, l’altra notte, sono intervenute due squadre di vigili del fuoco, insieme alle forze dell’ordine, a un’ambulanza e un’automedica. «I servizi sociali seguono da vicino la vicenda e faranno il possibile per assistere la signora anche una volta dimessa dall’ospedale. L’importante – spiega in conclusione Lucia Del Chiaro, assessore alle politiche sociali – è far sì che per la donna venga trovata la migliore sistemazione possibile». —
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