«Cresce l’allarme lupi e tutte le strategie finora sono state inefficaci»
Il consigliere sollecita la Regione a intervenire dopo l’ultimo caso degli ovini uccisi a Castelvecchio con monitoraggi genetici e sostegni agli allevatori
CAPANNORI. Bisogna intervenire contro l’allarme lupo nel Capannorese. A lanciare l’appello è il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti, alla luce anche della testimonianza degli allevatori di Castelvecchio che hanno ritrovato i loro capi uccisi.
«E la Regione che fa? – si chiede Marchetti – dal 2014 sigla accordi, risulta impegnata da mozioni, scrive al governo… ma intanto l’allarme cresce, le aziende chiudono e gli allevatori lamentano di essere lasciati soli. Non è così che si può convivere con un predatore potente e protetto come il lupo». Le azioni promesse, sostiene Marchetti, sono state molte «ma evidentemente o mai attuate o inefficaci».
Monitoraggi genetici, campagne di sterilizzazione sui soggetti ibridi: tutte misure via via previste dei cui risultati il capogruppo di Forza Italia chiede conto: «Sì perché la prima cosa da fare è rendere distinguibili i lupi canis lupus, specie protetta e tutelata, dagli esemplari ibridati col cane. Ciò consente da un lato di monitorare con efficacia la nostra fauna selvatica e gli individui a quattro zampe presenti sui nostri territori, dall’altro di tutelare il lupo canis lupus nella sua purezza genetica; da un altro ancora, infine, di intervenire o in contrasto al randagismo laddove si registrino gruppi di cani vaganti, o nel rendere inoffensivi gli ibridi attraverso cattura e sterilizzazione. Altrimenti si alimenta un allarme nei confronti del lupo ma generalizzando, perché attualmente non è possibile sapere se gli attacchi provengano da lupi propriamente detti, da popolazioni ibridate o da cani vaganti inselvatichiti».
Gli strumenti normativi esistono e Marchetti nel suo atto li ripassa in rassegna: «A partire da un accordo Regione, enti locali e Asl del luglio 2014 sui cui contenuti la giunta regionale è stata nuovamente impegnata, con la nuova legislatura, nel luglio 2015. Lì si prevedevano i monitoraggi genetici e si sollecitavano campagne di sterilizzazione sugli esemplari ibridi. Che fine hanno fatto quelle azioni?».
Sin qui l’aspetto tecnico e scientifico, poi c’è quello degli allevatori per i quali Marchetti invoca maggiore sostegno, anche attraverso misure di incentivo alla difesa passiva, punto già evidenziato in una precedente interrogazione, ma anche, più in generale, con «misure strategiche ulteriori e/o alternative agli indennizzi dei danni da predatore, per scongiurare il deterioramento di un settore produttivo che genera filiere economiche importanti e caratterizzanti per il sistema economico, per il territorio, per la tradizione e per la riconoscibilità della Toscana in Italia e all’estero». —
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