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Operaio morto sul lavoro condannato il titolare

G.P.
Operaio morto sul lavoro condannato il titolare

Nel novembre 2013  Hary Marchi operaio di 36 anni morì dopo essere stato colpito alla testa da un albero che  stava trasportando

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MOLAZZANA. Operaio forestale morto sul lavoro: titolare dell’azienda condannato a 4 mesi di reclusione, assolti gli altri due imputati. Lunedì 9 luglio si è tenuta l’udienza preliminare per il caso di Hary Marchi, l’operaio di 36 anni originario di Barga e residente a Pieve Fosciana, spirato nel novembre 2013 a seguito delle ferite riportate in un incidente sul lavoro avvenuto in un bosco di Fobbia, a Molazzana. Quel 13 novembre Marchi stava lavorando alla potatura di alcuni alberi assieme ai colleghi della cooperativa “La Fanaccia” di Gorfigliano. All’improvviso (era da poco passato mezzogiorno) il 36enne venne colpito violentemente da un tronco. La dinamica dell’incidente è insolita: l’albero tagliato era rimasto piantato nel fango e per rimuoverlo gli operai lo avevano legato con delle corde a un trattorino.

Mentre veniva trascinato il tronco incontrò un ostacolo sul terreno. A quel punto si sollevò in aria per poi spezzarsi in due tronconi. Nella ricaduta centrò in pieno la nuca dello sfortunato operaio. L’uomo fu ricoverato d’urgenza all’ospedale di Cisanello e spirò dopo 72 ore di agonia. Gli organi del giovane furono donati.

Per questa vicenda il sostituto procuratore Elena Leone aveva chiesto il rinvio a giudizio per tre persone: Luca Paladini, classe ’65, di Gorfigliano, titolare della Fanaccia; Nicola Michelini, classe ’79, di Castiglione di Garfagnana; Markelian Gjermeni, originario dell’Albania. Nei loro confronti l’accusa era di omicidio colposo. Paladini aveva optato per il rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena) ed è stato così condannato a 4 mesi. Nel giudizio si è tenuto conto del fatto che l’imputato ha già risarcito la famiglia del deceduto che non si è costituita parte civile.

Gli altri due imputati, invece, sono stati assolti. Un tempo si sarebbe detto con formula dubitativa, istituto utilizzato in giurisprudenza quando si è fronte a un quadro probatorio che non consente di ritenere raggiunta la prova certa del fatto. —

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