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Lucca

Gli esponenti di “Un futuro per Bagni di Lucca” allarmati  Si teme una rimessa in funzione della struttura per il compostaggio 

Interpellanza in consiglio «L’impianto di Tana Termini non deve essere riaperto»

Interpellanza in consiglio «L’impianto di Tana Termini non deve essere riaperto»

IL DOCUMENTO BAGNI DI LUCCA. No alla riapertura, in qualsiasi modo, dell’impianto di compostaggio di Piteglio, le cui conseguenze ricadevano anche su Bagni. Dopo l’interpellanza presentata in Regione...

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IL DOCUMENTO

BAGNI DI LUCCA. No alla riapertura, in qualsiasi modo, dell’impianto di compostaggio di Piteglio, le cui conseguenze ricadevano anche su Bagni.

Dopo l’interpellanza presentata in Regione dal consigliere di Forza Italia Maurizio Marchetti la questione approda anche in consiglio comunale a Bagni di Lucca, dove domani si discuterà l’interpellanza presentata dai consiglieri del gruppo “Un futuro per Bagni di Lucca” Claudio Gemignani e Laura Lucchesi.

Prima della chiusura dell’impianto, l’allora amministratore unico della società per lo smaltimento dei rifiuti di Bagni di Lucca, Giuseppe Vitiello, aveva presentato il progetto per la realizzazione di un impianto di moderna generazione, capace di essiccare il compost, cancellandone le emanazioni e producendo fertilizzante di buona qualità. Se il progetto fosse andato avanti, sosteneva Vitiello, Bagni di Lucca avrebbe risparmiato sui costi di trasporto dei rifiuti che vanno a Massa. Piteglio è assai più vicino e il costo sarebbe calato, con benefici sulle bollette. Ma la semplice proposta aveva scatenato dure reazioni, in particolare da parte di Gemignani e delle forze allora di opposizione alla giunta Betti.

Ora il timore è che qualcuno tenti in qualche modo di riavviare l’impianto e Gemignani con l’interpellanza mira a far pronunciare un no netto al consiglio comunale, prima che i giochi siano fatti.

Gemignani ricorda le battaglie contro l’impianto dalle amministrazioni Contrucci e Donati e afferma che ora incombe il rischio che l’impianto possa essere venduto a terzi dal procuratore fallimentare: «L’impianto è all’asta per 700mila euro. Chi lo acquisterà dovrà tra l’altro farsi carico di parte del materiale rimasto ancora lì, 4.750 tonnellate. Lo svuotamento delle vasche e dei suoi liquidi, sarà a carico dello Stato, quindi nostro. Il sospetto è che solo una società che basa i suoi bilanci su entrate pubbliche, possa partecipare a tale bando».

Bando che parla esplicitamente di impianto di compostaggio che potrebbe essere riaperto, anche se non ha più neanche l’autorizzazione integrata ambientale ed è privo di un impianto antincendio ed elettrico conforme alle normative. Anche se l’impianto sorge sul terreno di un altro Comune, il fatto che sia confinante con frazioni di Bagni di Lucca come Lucchio e Tana esige per gli interpellanti che anche l’amministrazione comunale faccia sentire la sua voce. —

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