Il Tirreno

Lucca

L’ULTIMATUM DI BELARDELLI 

«Sono disposto ad attendere sino a lunedì pomeriggio»

L’imprenditore romano  socio in affari con Moriconi  ha l’assegno da 464mila euro e ritiene di essere l’unico  in grado di salvare la società

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LUCCA. Sono le 18 quando Pietro Belardelli lancia la sua personale Opa per l’acquisizione della maggioranza dell’As Lucchese Libertas 1905. Un ultimatum all’amico Arnaldo Moriconi con cui lavora da tempo alla realizzazione di un aeroporto cargo in Bulgaria: «Lui sa bene in quali condizioni versa la Lucchese. E sa bene che sono l’unico in grado in tempi strettissimi a garantire il pagamento di stipendi e contributi e la ricapitalizzazione. Tocca ad Arnaldo decidere. Io e i miei legali siamo disposti ad attendere sino a lunedì pomeriggio. Perché mercoledì il sindaco revisore porterà i libri contabili in tribunale e non ci sarà più tempo per l’iscrizione in C. Prendere o lasciare. Se fa fallire la Lucchese senza darmi questa chance qualcuno potrebbe pensare che la manfrina di Grassini e company è stata messa su ad arte per arrivare alla messa in liquidazione. Io e i miei collaboratori siamo pronti e desiderosi di far bene».

Certo è che, nell’ipotesi che Belardelli coronasse il suo sogno, i nomi dei collaboratori - dall’allenatore al direttore sportivo - indicati dall’imprenditore romano con la passione del pallone non sono proprio di grande appeal. Dellacasa, per esempio, non allena da 7 anni: «Perché di mestiere fa l’imprenditore. - dice Belardelli - E non deve campare solo di pallone. Lui è un ottimo maestro di calcio e sa insegnare come pochi. Ma non è schiavo del sistema. Per mangiare non deve allenare per forza». Anche Cennicola e Barghigiani - il primo ex guardialinee di serie A con De Santics e vicino a Moggi, il secondo squalificato per 3 anni in seguito alla combine Savona-Teramo - non sono proprio il massimo dalla vita: «Cennicola è uno dei migliori commercialisti in circolazione, un mago della contabilità. Barghigiani è stato squalificato per salvare il presidente. Si è preso una colpa che non aveva». E Belardelli rilancia pure indicando il nome del preparatore dei portieri: Bruno Federici, classe 1958, romano, ex San Lorenzo Artiglio (lanciò Cesaretti, poi passato alla Primavera della Roma), Sora, Siena, Savoia, Lodigiani, Gallipoli, Pescara, Cassino, Messina, Pergocrema, Spartak Varna, Torres, Lupa Castelli e Grosseto. «Un professionista serio che oggi lavora per le squadre nazionali. E ho una chicca in serbo: il responsabile del settore giovanile sarà un ex allenatore di A e B (Pisa e Perugia) che oggi lavora a Coverciano».

IL SINDACO E L’ASSESSORE. Alessandro Tambellini e Stefano Ragghianti fanno appello alla proprietà perché onori gli impegni: «Chiediamo che sia resa possibile l'iscrizione al campionato della squadra perché la responsabilità per la scomparsa di un simbolo e di un patrimonio storico della città intera sarebbe gravissima». Una domanda: gli imprenditori lucchesi che fine hanno fatto?

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