Il Tirreno

Lucca

Il versamento va fatto entro martedì sera o il revisore porterà i libri in tribunale

Luca Tronchetti
Il versamento va fatto entro martedì sera o il revisore porterà i libri in tribunale

Intanto anche Federico Vespa denuncia la «porcheria» commessa ai danni del club rossonero. Il singolare caso Cardin

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LUCCA

Adesso la Lucchese è diventata una vera patata bollente. Dall’ubriacatura dell’avvento di Grassini novello messia che dal suo ingresso alla sua fuga è stato talmente abile da non versare neanche un euro sino alla rabbia, neanche tanto repressa, di una tifoseria che sognava un campionato di vertice e un ritorno in serie B vent’anni dopo. Una buona regola di vita è quella di anteporre il cervello al cuore perché, parafrasando Goya, «il sonno della ragione genera mostri». Così a una settimana dall’esclusione dai campionati professionistici la Lucchese si ritrova con un presidente in fuga con la quasi totalità delle quote e che, al momento, non ha ancora firmato una liberatoria affinché «con il quale o per il quale ritorni tutto tale e quale». Tradotto: le quote sociali tornino ad Arnaldo Moriconi e a Città Digitali di Giuseppe Bini. Quindi ora la palla è in mano al self made man di Colle Val d’Elsa fortemente voluto dalla tifoseria. Al momento quindi siamo in fase di stallo.



Ma da domani la situazione deve prendere una piega diversa per impedire il terzo fallimento in dieci anni. Qualcuno (ma chi?) deve versare 464mila euro per la ricapitalizzazione dell’As Lucchese Libertas. E lo deve fare entro martedì pomeriggio. Perché mercoledì 11 luglio il sindaco revisore Matteo Romani si recherà nella cancelleria del tribunale fallimentare per depositare i libri contabili come impone la legge. Perché la perdita d’esercizio riscontrata già nel dicembre 2017 non è stata ripianata e questo stato di decozione con l’azienda praticamente ferma dalla fine del campionato con zero iniezioni di liquidità non può proseguire. Se il commercialista non dovesse farlo ne risponderebbe di fronte alla legge. Quindi? O versa Grassini (pura utopia), o versa Moriconi (non è più interessato a proseguire da solo l’avventura) o versano i soci lucchesi (non hanno neanche ricapitalizzato) oppure serve qualcuno che eviti il de profundis. Oggi l’unico interessato è l’imprenditore romano e socio in affari di Moriconi, Pietro Belardelli. La pista fiorentino-pistoiese legata ad imprenditori della catena alimentare riguarderebbe future e importanti sponsorizzazioni. Ma forse non un’immediata sufficiente liquidità. E servono invece soldi veri.



Doveva entrare con una percentuale del 2-3% Federico Vespa, figlio di Bruno grande anchorman televisivo. Pure lui giornalista sportivo e conduttore radiofonico denuncia «la porcata» compiuta ai danni della vecchia Pantera: «Hanno preso per i fondelli tutti. Io sarei stato disposto ad entrare in società appena avessero acquisito il club. Invece Grassini se ne è andato in quel modo e la Lucchese rischia di fallire. Mi è andata bene perché ho aspettato qualche settimana altrimenti sarei finito nei casini».



Proprio oggi è arrivata una visura in cui si evince che Nicoletta Cardin, neo assessore al decoro urbano a Siena e socia al 50% della «Aigornetto Limited», dal 27 maggio scorso ha ceduto la sua quota parte a Lorenzo Grassini che detiene così il 100%. Un documento vero o falso? Perché appare ora che la Cardin è assessore? —

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