«Siamo disposti a bloccare la raccolta differenziata»
Pieretti (presidente cartari di Confindustria): «La Regione ci indichi una soluzione Le aziende locali non delocalizzano perché impossibilitate. Ma così non investono»
LUCCA
È al collasso la situazione delle cartiere della Lucchesia, con i piazzali pieni di rifiuti di lavorazione (pulper) da smaltire. Al collasso tanto da far dichiarare a Tiziano Pieretti, industriale del settore e presidente della categoria in Confindustria Toscana Nord, che «le nostre aziende non delocalizzano perché non hanno le ruote, fosse possibile lo farebbero. Questa politica della Regione Toscana sui rifiuti porta le nostre imprese a non fare investimenti in loco. Chi “ha le ruote” si sposta. E da parte nostra, ad oggi, vengono analizzati più volentieri investimenti fuori dall’Italia».
Una dichiarazione che ribadisce l’allarme lanciato ieri da più comparti industriali, tutti riuniti dallo stesso problema: lo smaltimento dei rifiuti. Il cartario come il tessile e come il metalmeccanico.
Quella del settore cartario è una «dichiarazione di emergenza - come ribadisce Pieretti -. I nostri piazzali sono stipati di rifiuti di lavorazione: siamo noi che abbiamo in mano il cerino e ce lo teniamo. Dobbiamo farci carico dello smaltimento, ma la Regione deve indicarci una soluzione in modo libero da preconcetti. Andando avanti così, saremo costretti a bloccare l’afflusso alle nostre cartiere dei tir che ogni giorno portano carta da macero e altri rifiuti, quello che proviene dalla raccolta differenziata in sostanza. La Regione - continua - dice che vuole portarla al 75% e che vuole chiudere le discariche. E i nostri rifiuti speciali dove li portiamo? Chiediamo una soluzione».
A domanda sucosa pensano gli industriali del cartario lucchese del progetto del pirogassificatore che sorgerebbe nell’area di Kme a Fornaci di Barga, Pieretti risponde in linea con quanto già affermato. «Il termovalorizzatore di Kme potrebbe essere funzionale alla lavorazione del pulper, che è un rifiuto nobile rispetto a quello urbano perché ha un potenziale energetico molto maggiore. E secondo quanto si apprende le emissioni del pirogassificatore sarebbero la metà rispetto a quelle del forno. Ma gli ambientalisti dicono che l’impianto sarebbe portatore di malattie e noi ci rimettiamo ai protocolli del ministero della Salute, abbiamo a cuore la salute dei cittadini. Non entriamo in polemica, non ci schieriamo: il nostro obiettivo è risolvere il problema che abbiamo. Per questo chiediamo al governatore Enrico Rossi di avviare un dialogo».
I cartari potrebbero pensare a costruirsi un impianto in proprio? Pieretti risponde senza esitare: «La torcia al plasma è l’impianto consortile che vorremmo fare a nostre spese. Lo avevamo progettato con una tecnologia a favore dell’ambiente. Abbiamo avviato un percorso partecipato ma la collettività ha detto no». Ultima domanda: quanto può aiutare il progetto dell’ecopulplast? «Va in parallelo alle esigenze del nostro settore ma è un progetto, su dichiarazione di Selene che lo porta avanti e con la quale collaboriamo, che darà risposte limitate e comunque non prima di due anni». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
