Papergroup, gli esuberi passano da 38 a 24 ma resta la spada di Damocle del tribunale
Tra ricollocamenti e incentivi all’esodo calano i licenziamenti, tra una settimana nuovo vertice al fallimentare
CAPANNORI
I licenziamenti passano da 38 a 24 attraverso l’incentivo all’esodo e la ricollocazione negli altri due stabilimenti dell’azienda oltre a quello di Carraia. Quanto ai lavoratori che sceglieranno volontariamente di uscire, a loro andranno circa 20.000 euro. Sono queste le basi principali dell’accordo sulla vertenza della Papergroup siglato ieri tra alcuni sindacati (la Uil non ha firmato) e l’azienda, dopo l’incontro tra il commissario giudiziale Franco Della Santa, i rappresentanti delle Rsu e i professionisti che rappresentano la Tissue Tech, la newco che proseguirà la gestione e che ha l’affitto del ramo d’azienda, in attesa della vendita competitiva all’asta.
Accordo che prevede incentivi economici all’uscita e un riassorbimento di alcune unità di lavoratori dello stabilimento di Carraia, quello per cui, sin dall’inizio della trattativa era stata annunciata la chiusura. Un accordo che porta a una diminuzione del numero di dipendenti per i quali è stata aperta la procedura di mobilità della storica azienda capannorese del cartario, che ha stabilimenti a Coselli e San Gennaro, mentre a Carraia sono rimaste la parte direzionale e lo stoccaggio.
Un accordo però che deve fare i conti con la decisione che verrà presa tra una settimana, in occasione dell’udienza al tribunale fallimentare (che ha convocato per il 6 luglio i vertici della Papergroup).
Il tempo stringe e il destino di Papergroup con i suoi 147 dipendenti (più altri 66 dell’indotto) è appeso a un filo molto sottile.
«La riduzione degli esuberi e dei tagli previsti, e la procedura competitiva, sono comunque aspetti che vanno a migliorare la situazione – spiega Stefano Tesi, sindacalista della Slc Cgil – anche se il 6 luglio si andrà verso l’istanza fallimentare. Intanto dopo la firma dei verbali di conciliazione l’intesa è stata approvata dal tribunale, e prevede 24 esuberi su 38, tra ricollocamenti, uscite volontarie e incentivi all’esodo. Questi lavoratori evidentemente non si sentivamo più parte dell’azienda, mentre chi ha chiesto di rimanere sarà ricollocato negli altri stabilimenti dell’azienda».
La crisi della Papergroup ha tenuto banco per mesi, con una mobilitazione generale dei lavoratori e delle sigle sindacali. Una vicenda che è finita anche sui tavoli delle istituzioni, dalla Provincia alla Regione. Adesso il colosso del cartario rischia il fallimento dopo che i giudici hanno deciso che non era possibile, per la difficile situazione economica (il debito complessivo sarebbe di 72 milioni), ammettere l’azienda alla procedura di concordato. —
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