I tesori della Manifattura Lavori verso il rush finale
Ieri il cantiere è stato aperto al pubblico per la visita agli scavi archeologici Il sindaco: «L’obiettivo resta quello di completare l’opera entro il 2018»
LUCCA. Lavori nello scrigno dei tesori dell’ex Manifattura tabacchi al rush finale. L’obiettivo infatti, resta quello di completare il recupero della parte dell’immobile che rientra nel piano Piuss entro la fine dell’anno. «Diamogli anche i primi quindici giorni di gennaio - ha detto il sindaco Alessandro Tambellini che ieri ha partecipato alla visita pubblica ai reperti archeologici portati alla luce di recente dal sottosuolo del complesso - è chiaro che se ci dovessero essere altri ritrovamenti ancora più straordinari questo potrebbe incidere maggiormente nel cronoprogramma dei lavori».
Ma intanto, stando a quanto conferma il primo cittadino, il completamento del tetto della struttura rappresenta un’ottima base per il proseguimento dei lavori «in quanto consente di evitare disagi e ulteriori rallentamenti dovuti alla pioggia». Ora il prossimo step cruciale è quello delle scialbature che però non potranno essere avviate immediatamente. «Per far sì che gli scialbi vengano bene - spiega ancora Tambellini - non ci deve essere né troppo caldo né troppo freddo. Quindi per cominciare bisognerà aspettare l’autunno, prima non si può». Ieri pomeriggio, insieme al primo cittadino, alla visita pubblica erano presenti anche l’assessora all’Urbanistica Serena Mammini e l’ingegnera del Comune, Antonella Giannini. A fare gli onori di casa ci ha pensato la funzionaria della Soprintendenza, Neva Chiarenza affiancata dall’equipe che ha lavorato all’interno del cantiere di archeologia preventiva composta dall’archeologa Elisabetta Abela, curatrice dello scavo, dall’archeologa Maila Franceschini e dall’antropologa Serena Cenni le quali hanno spiegato ai tanti partecipanti cosa rappresentassero quei ritrovamenti e quale sia la loro importanza a livello storico e culturale. Un’occasione unica quella offerta ieri ai cittadini che hanno potuto ammirare i reperti emersi dal cortile centrale, nel lato ovest del complesso, prima che vengano ricoperti con il tessuto non tessuto. Reperti che sono tornati alla luce grazie alla necessità di bonificare da opere in cemento armato. In quel punto infatti, vi era un grosso capannone costruito negli anni ’70 che andava rimosso. Un’operazione che ha consentito all’equipe di entrare in azione di iniziare un lavoro che ha portato alla scoperta di un’area archeologicamente molto interessante. È tornata così alla luce una poderosa struttura muraria la cui tecnica costruttiva è apparsa analoga a quella scoperta due anni fa sotto l’edificio nord della Manifattura e identificata come parte della fortezza Augusta, fatta erigere da Castruccio Castracani nel 1322. Data la rilevanza storica del manufatto, su indicazione della Soprintendenza è stato realizzato un ampliamento dell’area di scavo che ha permesso di far riemergere uno spaccato della storia cittadina, che ci permette di ripercorrere le diverse fasi di quest’area dal XIII al XVI secolo. Infatti, per la sua considerevole mole, la struttura muraria trecentesca fu utilizzata come fondazione nella costruzione del muro di recinzione degli orti del convento di San Domenico, eretto nel 1506, costruito utilizzando il materiale lapideo e laterizio recuperato dalla demolizione della muratura antica. Inoltre sono emersi anche un importante asse viario e alcune sepolture (vedi scheda a lato). «Questo è un cantiere di archeologia preventiva non un sito - ha spiegato Chiarenza - abbiamo deciso di mostrare alla cittadinanza il lavoro che si fa dietro le quinte e che ci permette di salvare ciò che la storia ci ha lasciato nel sottosuolo. I lavori alla Manifattura infatti, diventano un’opportunità di conoscenza ed è per questo che abbiamo deciso di aprire al pubblico. Per restituirvi i dati che recuperiamo».
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