Allenatore di calcio vittima di molestie da parte di una tifosa
LUCCA. Un giovane allenatore della Lucchesia è stato vittima, suo malgrado, di atti persecutori e molestie attraverso i social network da parte di una tifosa di calcio che si era invaghita di lui...
LUCCA. Un giovane allenatore della Lucchesia è stato vittima, suo malgrado, di atti persecutori e molestie attraverso i social network da parte di una tifosa di calcio che si era invaghita di lui nonostante non vi fosse stata tra i due alcuna relazione. Una vicenda che risale al 2016 quando il tecnico era un giovane allenatore.
La stalker, secondo l’accusa, era una donna di origini albanese più giovane di lui di quattro anni che aveva cercato un approccio sui social network senza trovare dall’altra parte una qualsivoglia corresponsione.
Così, presa da un’assurda e assolutamente ingiustificata gelosia, aveva iniziato a insultare e minacciare l’allenatore e persino la moglie del mister . La molestatrice seriale, evidentemente esperta della rete, aveva anche creato falsi profili Facebook dove proseguiva l’azione di demolizione di quel giovane uomo che non solo la rifiutava, ma addirittura la ignorava.
Una situazione non più sostenibile e tollerabile tanto che il trainer era stato costretto a rivolgersi alla procura della Repubblica denunciando l’accaduto.
Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Aldo Ingangi, erano state subito affidate alla polizia postale che in poco tempo era riuscita ad arrivare alla donna che stava perseguitando il tecnico con decine e decine di messaggi su Facebook in cui lo derideva e lo insultava in maniera molto pesante.
La trentaseienne domiciliata in Lucchesia per non essere smascherata adoperava anche falsi profili Facebook utilizzando anche nomi maschili per rendere più credibile la molestia e sviare i sospetti di stalking su di lei.
Era arrivata anche al punto di minacciare di morte lui e la sua consorte.
Un incubo terminato quasi nove mesi orsono con la scoperta inequivocabile della stalker e la richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti da parte della procura della Repubblica.
Il processo alla donna di origini albanesi è stato fissato venerdì 13 luglio di fronte al giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google