Il Tirreno

Lucca

la seconda uscita 

Le Veneri scandalose di Mennucci

LUCCA. Seconda uscita, oggi, per la nostra iniziativa sulle insegne e le vetrine storiche dei negozi lucchesi. Rimaniamo in via FFillungo ma, rispetto alla gioielleria Carli, ci spostiamo di qualche...

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LUCCA. Seconda uscita, oggi, per la nostra iniziativa sulle insegne e le vetrine storiche dei negozi lucchesi. Rimaniamo in via FFillungo ma, rispetto alla gioielleria Carli, ci spostiamo di qualche decina di metri verso Canto d’arco, proprio di fronte alla loggia dei mercanti dove ancora oggi troneggia l’imponente ingresso delle profumerie Mennucci. Si tratta, nel suo genere, di un vero e proprio capolavoro realizzato nel 1922 da uno scultore senz’altro importante ma ancora oggi rimasto incognito (anche se ci sono più fonti che indicano Alfredo Angeloni).

A colpire sono soprattutto le due grandi figure femminili in bassorilievo, che probabilmente richiamano Venere (come testimonia l’intitolazione del negozio a Venus).

Proprio queste figure e il loro atteggiamento furono oggetto di scandalo. Come ricorda la professoressa Carla Sodini, nel giugno del 1922 uscì un articolo sulle colonne del “Mondo lucchese” con questo passaggio: «Si è voluto è vero rilevare, forse giustamente, che quella mostra di niveo marmo, anche per lo stile, non è troppo intonato all’ambiente lucchese». Pietro Mennucci non si fece toccare dalle critiche e andò avanti per la sua strada, con la sua attività, che la famiglia portò avanti fino al 1986, cedendo il fondo a una rivendita di scarpe. Oggi, però, all’interno sono tornati a essere esposti profumi.

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