Il Tirreno

Lucca

il caso villa santa maria 

«Bene i soldi per le quote sociali»

Sinistra per Tambellini: così si potranno prevedere nuove assunzioni

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LUCCA. «Il reperimento e lo stanziamento delle risorse per finanziare nuove trenta quote sociali sono un passaggio fondamentale per poter finalmente sbloccare le liste di attesa e per permettere ad altrettanti anziani non autosufficienti di accedere alle strutture assistenziali del territorio. In modo, contemporaneamente, di prevedere nuove assunzioni nel settore: partendo naturalmente dai bacini di esubero, che si sono formati».

Il gruppo consiliare “Sinistra con Tambellini”, formato dal capogruppo Daniele Bianucci e dai consiglieri comunali Pilade Ciardetti e Francesco Lucarini, fa quadrato attorno all’amministrazione comunale sulla vicenda di Villa Santa Maria.

«La nuova Legge regionale sul settore può convincere o lasciare perplessi – sottolineano Bianucci, Ciardetti e Lucarini –. Resta il fatto che, col nuovo principio di libera scelta e con l’attribuzione ai Comuni del compito di erogare quote sociali, essa ha nei fatti cambiato drasticamente la cornice entro la quale un’amministrazione locale può e deve muoversi. La temporanea chiusura di Villa Santa Maria è stata gestita accompagnando gli anziani e le loro famiglie in una percorso sicuro e di garanzia della qualità della loro accoglienza: il fatto che su 28 ospiti, ben 26 abbiano scelto comunque le strutture in gestione per conto del Comune ci dà ulteriore prova che in queste strutture si lavori bene. Naturalmente, la vicenda del ricollocamento del personale deve essere seguita con la massima attenzione possibile: e deve proseguire, con sempre maggiore forza, l’impegno del Comune, e di tutti gli altri soggetti interessati, nel tavolo con le categorie economiche del territorio, la Asl e il centro per l’impiego.

«Lo stanziamento necessario per immettere sul mercato trenta quote sociali - conclude il gruppo consiliare di maggioranza - va ulteriormente in questa direzione: perché potrà sbloccare finalmente la lista di attesa degli anziani non autosufficienti che richiedono di accedere nelle strutture assistenziali; rappresentando, contemporaneamente, l’occasione per la ripresa delle assunzioni nel settore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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