Il presidio
Multisala sì, ma solo in versione “mini”
Il dibattito in commissione trova un punto di incontro su una struttura con 4-5 sale in centro storico
LUCCA. Più sale cinematografiche e mantenimento degli attuali tre cinema (Astra, Moderno e Centrale). Perplessità, con posizioni anche di aperta contrarietà, invece su una multisala sullo stile di quelle che si trovano Pontedera e Prato.
Un progetto non del tutto tramontato nelle idee della famiglia Gialdini, che gestisce le sale in centro storico. La soluzione più adatta alla realtà lucchese sarebbe una struttura di 4-5 sale (un po’ sul modello del cinema Odeon a Pisa).
Si è parlato del futuro degli esercizi cinematografici in città nella seduta delle commissioni urbanistica e cultura aperta anche agli operatori del settore e ai cineforum lucchesi.
Sullo sfondo, che poi è uno dei motivi della discussione, l’ipotesi di chiusura del cinema Astra che alcuni privati vorrebbero trasformare in un ristorante. Un’ipotesi che avrebbe ripercussioni negative anche sul cineforum Ezechiele che organizza le proiezioni d’essai nella sala di piazza del Giglio e sul Lucca Film Festival, «perché è l'unica location per il red carpet della manifestazione, aspetto fondamentale per attirare sponsor. Non immaginiamo un festival fuori dalla città» ha sottolineato il presidente Nicola Borrelli, affiancato da Stefano Giuntini e Cristina Puccinelli.
Iacopo Gialdini, in rappresentanza della famiglia che a Lucca si è sempre occupata di cinema (sempre attenti alla città e al cinema di qualità) e e che gestisce Centrale, Astra e Moderno in centro storico, ha evidenziato la carenza del numero di sale (dopo avere perso negli ultimi vent'anni Pantera, Mignon, Nazionale e Italia) e come le multisale fuori provincia attirano i lucchesi, soprattutto la fascia più giovane, per la comodità del parcheggio e l'offerta ricettiva, oltre che sale a gradoni che garantiscono una visione ottimale. Per frenare questa fuga e sopperire alle poche sale a Lucca si sono inventati la multiprogrammazione, organizzando i film come un multisala. Il rischio è che l’apertura di una multisala farebbe chiudere i cinema più grandi del centro.
La strada, caldeggiata anche dall'assessora Serena Mammini, può essere quella di un multiplex in centro, al massimo quattro-cinque piccole sale in linea con le ultime tendenze.
Una proposta che trova concordi tutti gli esponenti politici. Adesso si dovranno trovare spazi idonei. Si è parlato in passato della Cavallerizza ma i locali non si possono dividere, mentre nella ristrutturata Manifattura potrebbe essere ricavata una sola per proiezioni cinematografiche. Maxiliamo Dotto, presidente del cineforum Ezechiele, lancia l'idea «di una sala di proprietà del Comune ma con costi a carico del gestore».
Sul cinema Astra dice «no a speculazioni» Giuseppe Guastini, presidente del Circolo del Cinema.
E il futuro dell’Italia? Nessun passo avanti dal 2013 ad oggi, dopo la proposta di Mimmo D'Alessandro. «Non abbiamo avuto offerte apprezzabili» ha ribadito Claudio Francesconi della Curia arcivescovile. Per Francesca Pierotti e Teresa Leone, presidenti delle commissioni urbanistica e cultura, insieme ai consiglieri comunali di maggioranza Daniele Bianucci (Sinistra con Tambellini), Renato Bonturi (Pd) e Gabriele Olivati (Lucca Civica) «ormai è superato il tempo dei grandi multiplex che sono in affanno e la strada è quella di una “multisala diffusa” con tante piccole sale sparse nel centro storico e nell’immediata periferia tra loro in sinergia».
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