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Religione e scienza per le celebrazioni di San Davino

Religione e scienza per le celebrazioni di San Davino

Dal 1° giugno parte l’esposizione in San Michele Il professor Fornaciari esaminerà il corpo del pellegrino

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LUCCA. Al via le celebrazioni sulla figura di San Davino il cui culto a Lucca è vivo da quasi mille anni. L’iniziativa viene promossa dalla Comunità Parrocchiale del Centro Storico in concomitanza dei primi risultati dell'analisi bioantropologica dell'equipe del professor Gino Fornaciari sul corpo mummificato del santo, quasi intatto e venerato da tanti fedeli nella chiesa di San Michele. Si presenta anche venerdì 1° giugno alle 17,30 nella sala dell’Autorità di Bacino, il volume storiografico del professor Giovanni Macchia “San Davino pellegrino armeno” (edito da Pacini Fazzi).

Nel dettaglio, sempre il 1° giugno alle 10 nella chiesa di San Michele sarà aperta l’urna e il corpo di San Davino verrà esposto ai fedeli, che potranno visitarlo anche nelle celebrazioni dei giorni successivi. Venerdì 8 alle 18 nella chiesa di San Michele il professor Fornaciari con la sua equipe presenterà i primi risultati dell’analisi bio-antropologica sul corpo di San Davino. Ancora martedì 5 alle 21 nei locali di San Paolino evento con il teologo e biblista Carmine Di Sante e giovedì 14 giugno alle 21 nei locali di San Paolino tavola rotonda con Caritas Diocesana sull’accoglienza dello straniero.

«Era il 3 giugno 1050 – ricorda il parroco del centro storico don Lucio Malanca - quando l’armeno Davino giunse a Lucca dopo aver donato tutto ai poveri durante un grande pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, moriva nella Lucca medioevale in odore di santità tant’è che già verso la fine dell’XI secolo fu dichiarato santo».

Il professor Fornaciari mette in luce l’importanza del suo lavoro, aIl corpo mummificato di San Davino – spiega – era già venerato due secoli dopo la morte di Santa Zita. Con la mia equipe abbiamo allestito un laboratorio provvisorio nel transetto sinistro della chiesa di San Michele, per studiare al meglio il corpo, vero archivio biologico con indicatori da cui trarre informazioni e capire aspetti sulla vita del tempo».

I ricavi dalla vendita del libro del professor Macchia andranno in beneficenza: «Questo – spiega Macchia – è il primo lavoro storico sulla vita di San Davino. Finora erano state pubblicate solo fonti limitate. È utile per meglio capire l’Armenia e la situazione lucchese dell’XI secolo». Il lavoro di ricerca si rende molto prezioso «quando si restaura un'opera d'arte – spiega don Daniele Martinelli della Soprintendenza archeologica arti e paesaggio di Lucca – è interessante lo studio sulle fonti archivistiche e radiografiche. Si scopre così un mondo passato ed in questo caso con la figura di San Davino un modello di vita». A quest’iniziativa hanno dato un contributo importante sia il Lions Club Lucca Le Mura che la Fondazione Crl: «Grazie anche al nostro gran cerimoniere Angelo Parpinelli – dice Giovanni Mei – c’è stato supporto all’aspetto scientifico e storiografico oltre che a quello religioso del pellegrinaggio. Ridaremo vita alla tradizione della distribuzione delle ciliegie nel giorno della festa del santo in piazza San Michele in segno di accoglienza».

Conclude Marcello Bertocchini, presidente della Fondazione: «Contiamo che questi lavori lascino una testimonianza positiva di lungo periodo. Lo studio del professor Fornaciari comunque era già presente nel mese di maggio del National Geographic e ne parlerà in televisione prossimamente Super Quark».

Gregorio Andreini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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