Il Tirreno

Lucca

Quel parcheggio atteso da 20 anni

di Flavia Barsotti
Quel parcheggio atteso da 20 anni

Aquilea, i cittadini si lamentano per la viabilità «Allargate la strada che conduce al paese»

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LUCCA. Da vent’anni gli abitanti di Aquilea aspettano il loro parcheggio: almeno da quando l’area da adibire alla sosta è stata individuata nel vecchio piano regolatore. Da allora però, nonostante le continue richieste e gli incontri con l’amministrazione niente è cambiato e i residenti sono ancora costretti a lasciare le macchine laddove sussiste il divieto.

A denunciarlo, durante la nostra iniziativa Caffè Tirreno che ieri ha fatto tappa ad Aquilea, ospitata dal bar di Elisabetta Nannizzi, sono stati gli stessi abitanti del paese, chiedendo a gran voce maggior attenzione da parte dell’amministrazione. A sbloccare la situazione, infatti, non sono bastate nemmeno le risorse assegnate con i lavori pubblici partecipati nel 2016, quando il gruppo di lavoro di Aquilea presentò un progetto nuovo di parcheggio a sbalzo, oltre a un’ipotesi di parcheggio di 400 mq in un’area prima di proprietà demaniale e ora comunale. «Il parcheggio è indispensabile – afferma Adolfo Moriconi – ma sembra che manchi la volontà di farlo. Per necessità, il bordo strada è diventato per noi un’area di sosta, nonostante il divieto. Risultato? Il restringimento della carreggiata che rende il tratto pericoloso». Già, perché nonostante la raccolta firme presentata al Comune e al Prefetto per sollecitare la realizzazione del parcheggio, alcuni anni fa, gli abitanti, hanno visto comparire proprio lì cinque nuovi cartelli di divieto di sosta. «Ma questa non era evidentemente la soluzione al problema – prosegue Moriconi – lo dimostra anche il fatto che, non essendoci alternative, nemmeno i vigili vengono qui a fare le multe».

I problemi legati alla mancanza di parcheggio, sono diversi. «Le auto, lasciate lungo la strada, a volte rischiano addirittura di impedire ai mezzi di soccorso di passare – aggiunge Luciano Simonetti –. Questi, trovandosi davanti l’ostacolo, non possono far altro che tornare indietro, dirigersi verso Ponte a Moriano e quindi salire per Mastiano«z. Per evitare che le auto si incolonnino, bloccate dai veicoli in sosta sulla strada che, una volta superato il bar-alimentari, continua ancora a doppio senso, i cittadini hanno richiesto l’installazione di un semaforo. Ma, ad oggi, la situazione è ancora invariata, e, quando lungo la strada tutti i “posti di fortuna” risultano occupati, c’è chi lascia la vettura di fronte all’ingresso dell’abitazione di Roberto Pollacchi che, qualche volta, fatica addirittura a entrare in casa. L’operazione più tempestiva, anche se non del tutto risolutiva, secondo i cittadini, sarebbe quella di realizzare l’area di attesa della popolazione in caso di emergenza, da sfruttare tutt’al più come parcheggio supplementare. «Uno spazio di 400 mq - spiega Stefano Enrico Battistini – che era di proprietà del demanio, e che, come comitato paesano, siamo riusciti a fare acquisire dal Comune». Da lì infatti, raggiungere il paese sarebbe semplice, ripulendo le scalette già esistenti. In generale, la questione viabilità, resta un tema caldo. «Ci sarebbero molte cose da fare, alcune anche con una spesa limitata – dichiara Roberto Pollacchi – per esempio in certi punti, la strada che porta ad Aquilea, avrebbe la possibilità di essere allargata: un’azione che consentirebbe un miglioramento in termini di sicurezza». Anche la pulizia delle strade, necessiterebbe di qualche attenzione in più, come sottolinea Gabriella Pollacchi: in alcuni tratti, l’erba è così alta da impedire la corretta visibilità. «Il problema della carreggiata riguarda anche la via che da Aquilea va verso Mastiano – aggiunge Maria Elisa Mechetti - completamente dissestata. In generale, tutte le arterie intorno a Mastiano presentano criticità: dalle zanelle intasate, al verde potato di rado, passando per l’asfalto sconnesso. Quest’inverno, per esempio, ci ho rimesso una gomma dell’auto: in certi punti è davvero pericoloso, soprattutto per chi si muove in motorino». Le toppe che vengono fatte per tappare le buche, infatti, regolarmente saltano. «Nemmeno via di Colle di Culcheta è messa meglio – sostiene Stefano Battistini – una strada vicinale ad uso pubblico per cui il Comune dovrebbe partecipare alle spese».

Ad oggi, infatti, moltissimi dei lavori di manutenzione e di valorizzazione del luogo sono stati realizzati dal Comitato paesano, costituito da una quindicina di persone attive, in un paese che conta duecento abitanti, di cui l’80% over 60. Il Comitato, infatti, non organizza solo la celebre sagra della zuppa, ma quotidianamente si dà da fare per mantenere vive le tradizioni di Aquilea. Dalla collaborazione con il Cai per realizzare un sentiero, alla pulizia del monumento ai caduti della prima guerra mondiale; dall’inaugurazione di una nuova targa per i caduti delle due guerre, alla risistemazione dello storico lavatoio che il vento aveva danneggiato, fino al campanile restaurato due anni fa con le campane del castellaccio: il comitato opera qui da quarant’anni.

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