Meteo
Un’associazione col sorriso di Alice
Un progetto per i giovani nel ricordo della ragazza stroncata a 19 anni dalla malattia: il racconto di Lucia, la mamma
LUCCA. «Il sorriso è l’arma dei più forti», scriveva Alice Benvenuti. E Alice sorridente lo è sempre stata. Sorrideva entrando in classe la mattina nella sua scuola, il liceo Vallisneri di Lucca. Sorrideva quando varcava la soglia degli spogliatoi per allenarsi con la sua squadra di pallavolo. Sorrideva sempre Alice: alle persone, agli amici, alla vita. Sorrideva anche quando, per quasi tre anni, la sua vita è stata costretta in una camera dell’ospedale Meyer di Firenze, dove era ricoverata per combattere la sua malattia, una leucemia cattiva, che non le ha dato scampo.
È per non disperdere l’energia magnetica, contagiosa e potente di quel sorriso, del suo sguardo dritto e fiducioso nel futuro, che nel nome di Alice è nata un’associazione, la Alice Benvenuti onlus. È stata registrata a Pescia, un mese esatto dalla sua scomparsa, avvenuta il 6 marzo 2018, a soli 19 anni. Il 6 aprile successivo l’associazione esisteva già, costituita e registrata, nata dalla forza trascinante e quasi incredibile della sua mamma, Lucia Betti, e del suo babbo, Mario Benvenuti, lucchese. Un’associazione giovanissima: ma con un mese poco più di età appena conta già sessanta soci, e soprattutto ha già messo in campo una serie nutrita di iniziative, tutte rivolte ai giovani, ad appoggiarli, sostenerli, informarli.
Lucia ha deciso di profondere tutta se stessa in questo progetto. Ha deciso di cambiare la sua vita, di lasciare il salone di parrucchiere che ha gestito per tanti anni a Sant’Anna, ha deciso di regalare il suo tempo agli altri. «Lavorare non mi appassionava più – racconta -. Dopo la morte di Alice ho capito che volevo fare altro, che volevo dedicarmi agli altri. Adesso faccio la volontaria in una casa famiglia e mi dedico all’associazione che abbiamo fondato. Ci sono già tantissimi progetti in cantiere e tante persone che ci stanno seguendo, che ci danno una mano».
Gli occhi di Lucia non possono fare a meno di inumidirsi, a momenti, mentre racconta il percorso di Alice, la sua convivenza con la malattia senza mai darsi per vinta.
«Alice aveva sedici anni quando scoprimmo la leucemia – ricorda -. Un percorso di sofferenza, ma vissuto in una comunità, quella dei bambini e ragazzi ricoverati come lei al Meyer. Lei si sentiva di appartenere a questa struttura. Uscita dall’ospedale, volle subito organizzare un’iniziativa per raccogliere soldi per il Meyer e per la ricerca. Nacque così il Prom di Primavera al Vallisneri, nel maggio del 2017, un evento musicale partecipatissimo, con tanti giovani musicisti».
Il destino non è stato clemente con Alice, bambina e poi ragazza vivace, pronta, la cui vita si era sempre divisa tra Collodi, dove abitava con la sua famiglia, e Lucca, dove aveva frequentato le elementari alle Dorotee, il liceo al Vallisneri e con un ottimo profitto, dove vive il nonno, il pittore Riccardo Benvenuti, dove aveva tanti amici e giocava a pallavolo (nella Delta Luk, nella Nottolini, nella Pantera). Ma quando la malattia poteva sembrare quasi arginata, c’è stata la recidiva.
Malattia e sofferenza però non hanno mai fatto venire meno l’interesse di Alice verso i suoi compagni di ospedale. «Anche quando stava in una camera da sola, Alice chiedeva sempre come stavano gli altri ragazzi che aveva avuto come compagni di camera. Abbiamo conosciuto al Meyer molte persone che venivano da lontano, genitori soli con i figli malati, famiglie prive di un sostegno economico. L’associazione è nata per aiutare loro, ma poi la cosa si è allargata», continua a spiegare Lucia. Infatti: è nata intanto la borsa di studio al Vallisneri. Una borsa di studio di merito per gli studenti delle quinte ammessi all’esame di maturità. Tra i requisiti che sono richiesti per concorrere alla borsa, «il fatto di avere eccelso in una materia e di avere con questo portato lustro al liceo. E di avere partecipato ad attività di volontariato o di solidarietà», spiega ancora Lucia. La prima borsa di studio verrà assegnata durante la festa per la consegna dei diplomi al Vallisneri».
Lo scopo dell’associazione, continua la mamma di Alice, «è aiutare i giovani sul territorio in qualsiasi ambito abbiano bisogno. Ad esempio aiutarli a proseguire negli studi: abbiamo già conosciuto alcuni casi». E poi c’è il Sogno con la esse maiuscola: «realizzare una struttura ricreativa, dove i giovani possano ritrovarsi, suonare uno strumento, parlare. Una struttura di volontariato anche, perché la memoria di Alice non si estingua. Potrebbe essere bello per Lucca: un luogo dove chi ha un talento possa avere la possibilità di svilupparlo, dove possa coltivare la sua passione. Alice teneva tanto alle sue passioni, e ne aveva molte infatti, aveva mille interessi. Il senso di tutto questo è che non venga dimenticata. È sempre stata una battagliera con il sorriso». Da pochi giorni è online il sito dell’associazione (www.alicebenvenutionlus.org), a cui, chi volesse, può donare il cinque per mille (codice fiscale 91034900471).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
