Il Tirreno

Lucca

Ruspe contro la curva pericolosa

di Luca Meconi
Ruspe contro la curva pericolosa

Nel vivo i lavori al Bollore, intanto si chiedono controlli sul rispetto del rosso da parte dei ciclisti

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PESCAGLIA. Proseguono a pieno ritmo i lavori di ampliamento della careggiata lungo la via per Camaiore prima dell’abitato di San Martino in Freddana, in località Bollore. Dopo che nelle scorse settimane era stato aperto il cantiere per i lavori preparatori, adesso siamo entrati nella fase cruciale: da qualche giorno, infatti, è iniziato il taglio della curva con l’intervento delle escavatrici per la rimozione della terra lato monte e del vecchio muretto laterale, per consentire la ridefinizione della traiettoria della strada e la successiva costruzione di un muro di contenimento alto tre metri. Con questi lavori, viene così ampliata e messa in sicurezza la Provinciale Francigena in un tratto molto pericoloso, proprio per la brutta curva.

Secondo il progetto dell’ufficio tecnico della Provincia la nuova carreggiata avrà una larghezza di 8 metri circa rispetto ai 5,5/6 attuali con due corsie di marcia di 3,25 metri ciascuna. Inoltre, sono previsti interventi di regimazione delle acque piovane, il riposizionamento di un collettorie fognario, il risanamento stradale, la riprofilatura dei cigli a valle della carreggiata, il rifacimento del manto nonché la potatura delle piante presenti. Per consentire i lavori nel tratto interessato è istituito un senso unico alternato tramite semaforo o con l’ausilio di movieri. Il progetto, per il quale la Provincia ha investito 260mila euro, riguarda un tratto di 160 metri e rappresenta il 4° e ultimo lotto di lavori a suo tempo programmati.

Intanto però c’è da registrare una polemica tra gli automobilisti e i ciclisti che si trovano a percorre questa strada. «Il problema – è la segnalazione che arriva un automobilista – è che i ciclisti non si fermano al semaforo quando è rosso, ma continuano come niente fosse. Andrebbe fatto capire che il codice della strada vale anche per loro come per le auto. Se il semaforo è rosso ci dobbiamo fermare tutti, anche le biciclette. Mercoledì intorno alle 11 mi trovavo a passare lungo la via per Camaiore in direzione di San Martino. Appena sono arrivato in prossimità del semaforo, è scattato il rosso e mi sono fermato. Ero la prima delle auto in fila. Appena è scattato il verde, sono partito entrando nella corsia opposta perché l’altra è occupata dal cantiere. A un certo punto mi sono apparsi davanti cinque o sei ciclisti che, in gruppo, venivano tranquillamente avanti nella mia direzione. È stato un attimo e ci poteva scattare l’incidente. Appena mi hanno visto hanno cercato di mettersi in fila indiana, ma non dovevano essere lì. Se invece che un’auto stavo guidando un mezzo pesante, l’incidente sarebbe stato inevitabile. La strada è stretta, il cantiere ha ulteriormente ridotto lo spazio e la visibilità è molto scarsa. Loro dovevano fermarsi al rosso e attendere il verde, come hanno fatto le auto che erano in fila. Si trattava, tra l’altro, di persone adulte che dovrebbero conoscere bene il codice della strada. Mi sono fermato e dal finestrino gli ho urlato che si sarebbero dovuti fermare ma loro, come se niente fosse, hanno proseguito. Mi auguro che chi deve controllare lo faccia, prima che si verifichi un incidente».

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