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Lucca

Avvocato accusato di falso per far assumere docenti

Avvocato accusato di falso per far assumere docenti

La procura chiede il rinvio a giudizio per un legale che avrebbe manomesso una decisione del Consiglio di Stato in favore dei suoi clienti-insegnanti

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LUCCA. L’ufficio scolastico territoriale conferì 77 contratti a tempo indeterminato e determinato il 14 settembre 2016 per cattedre di scuola media inferiore e superiore sulla base di un’indicazione non contenuta nel decreto del Consiglio di Stato dell’8 settembre 2016. La frase incriminata «con piena possibilità di assunzione a tempo determinato e indeterminato» favorì il conferimento dell’incarico ai 77 docenti e costrinse poi la Cgil di Lucca e Massa Carrara a chiedere la revoca delle nomine vista la palese interpolazione nel dispositivo dell’ordinanza per tutelare i propri iscritti, ma soprattutto per impedire che si compisse un illecito in grado di danneggiare chi effettivamente possedeva i requisiti a discapito di chi invece aveva ottenuto supplenze sulla base di un reale punteggio. Una vicenda di carattere amministrativo con risvolti penali legati all’avvocato di Fornaci di Barga che, per la procura della Repubblica, avrebbe compiuto un falso materiale in atto pubblico. Nei suoi confronti il pm Enrico Corucci ha chiesto il rinvio a giudizio e il 29 giugno di fronte al gup. L’indagine, svolta dalla squadra di pg della polizia di Stato, avrebbe appurato che l’avvocato civilista, attraverso la manomissione dell’ordinanza con l’aggiunta di un passagio significativo, avrebbe falsificato una decisione del Consiglio di Stato in favore dei suoi clienti- insegnanti e l’avrebbe notificata con posta elettronica all’ufficio scolastico provinciale.

Il motivo del falso? Permettere ai propri assistiti di essere immessi in ruolo per l’anno scolastico 2016/17 a discapito degli aventi diritto. L’11 ottobre 2016 l’ufficio scolastico provinciale, attraverso una lettera inviata al provveditore Donatella Buonriposi, apprese per vie informali notizie di presunte anomalie nel decreto provvedendo ad effettuare le verifiche del caso. Lì saltò fuori la falsificazione nel dispositivo finale mediante l’interpolazione di una frase che alterava poi il testo in cui si leggeva «al comma 95, dei soggetti iscritti a “pieno titolo” nelle pertinenti graduatorie, requisito che le parti appellanti non paiono possedere». Tale frase nella versione alterata dell’avvocato della Media Valle era diventata invece l’esatto contrario con la dicitura falsa «con piena possibilità di assunzione, di incarichi di lavoro a tempo determinato e indeterminato».



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