Il Tirreno

Lucca

Un difetto di saldatura causò il cedimento

di Luca Tronchetti
Un difetto di saldatura causò il cedimento

Il risultato della consulenza sull’incidente in centro causato dalla rottura di un braccio meccanico costato la vita a due operai

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LUCCA. Svolta nell’inchiesta sulla tragica morte di Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini, gli operai di 54 e 61 anni della Cooperativa Agricola Morelli uccisi dal cedimento improvviso del braccio meccanico della piattaforma elevatrice che fece precipitare da un’altezza di 10 metri la navicella su cui si trovavano per montare i portalumini per la processione di Santa Croce. Non lascia adito a molti dubbi la prima relazione del collegio dei tecnici incaricati dal sostituto procuratore Elena Leone di analizzare i reperti e l’origine della frattura identificata come causa dello spezzamento in due tronconi del braccio della piattaforma. «Saldatura difettosa» si legge nelle tre paginette di comunicazioni urgenti inviate al magistrato dall’ingegner Renzo Capitani, dall’ingegner Fabrizio D’Errico e dal professor Costantino Balboni, i tre esperti di ingegneria metallurgica, meccanica e dinamica a cui il magistrato aveva formulato una serie di quesiti volti a capire come e perché un braccio elevatore composto da cavi di acciaio possa collassare in un istante senza dare segnali di cedimento nel tempo.

LE ACCUSE

Secondo i consulenti della procura l’indagine macrografica ha permesso di «identificare con certezza» il meccanismo di cedimento occorso e la sua origine. Dicono gli esperti, che hanno svolto gli accertamenti tecnici irripetibili alla presenza dei consulenti degli indagati e delle parti lese: «Trattasi di un cedimento per fatica ad alto numero di cicli con innesco localizzato in corrispondenza di una saldatura non strutturale posta in opera per il montaggio sul braccio di alcune staffe che reggono le canaline passacavi». Una frase che già individua come possibile responsabile la Art Campenter di Rocca San Casciano. L’azienda aveva assemblato il braccio del macchinario per poi inviarla alla Oil & Steel che produce piattaforme aeree. Per questo erano finiti nel registro degli indagati Sergio Rossi e Silvano Nannetti, all’epoca della vendita del braccio (2008-09) ai vertici della società a responsabilità limitata. La ditta emiliana acquistava l’acciaio da altre aziende per poi assemblare e saldare attraverso lavorazioni meccaniche.

LE CONCLUSIONI

Per i consulenti: «La cricca responsabile del cedimento del braccio è stata generata a causa di locale indebolimento delle caratteristiche del materiale oltre al contributo di sovrasollecitazione locale indotto al piede della saldatura d’angolo posta per il collegamento tra una piattina ad “U” per vincolare le canaline passacavi. Questo cordone di saldatura è viziato da difetti evidenti che hanno prodotto l’indebolimento localizzato del materiale dal quale si è originata nel tempo la cricca di fatica». Un’indagine sulla porzione del braccio con la piastra ha individuato almeno due cricche localizzate ai piedi di due saldature di tipo strutturale. «Cricche che denotano uno stato di degrado della struttura prodotto da saldature viziate da difetti evidenti».

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