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Lucca

i laboratori del piano zonale 

Inclusione significa vestire i panni di altri

Inclusione significa vestire i panni di altri

LUCCA. Tra i laboratori di formazione attiva per i progetti di inclusione a scuola, quest’anno è stato attuato un esperimento forte quanto efficace: invitare gli studenti normodotati a calarsi nei...

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LUCCA. Tra i laboratori di formazione attiva per i progetti di inclusione a scuola, quest’anno è stato attuato un esperimento forte quanto efficace: invitare gli studenti normodotati a calarsi nei panni di un giovane disabile. E così, i ragazzi delle classi inserite nel progetto i ragazzi hanno provato ad esempio cosa significa camminare senza vedere, oppure muoversi senza poter contare sull’uso delle proprie gambe.

Sull’inclusione infatti amministrazioni pubbliche e scuola lavorano in modo incisivo.

«Il piano di educazione zonale dei sette comuni della Piana - spiega l’assessora alle politiche formative Ilaria Vietina - è finanziato con 190.000 euro dalla Regione, soldi con i quali si fanno interventi di contrasto alla dispersione scolastica. Vengono realizzati interventi con finalità di inclusione delle persone disabili, di alunni di diversa etnia, di alunni con bisogni educativi speciali. Le attività scelte sono teatro, musicoterapia, giochi di ruolo, lavori di gruppo, con lo scopo di coinvolgere tutti. Nell’ultimo anno scolastico si sono svolti circa 180 laboratori sull’inclusione».

Come spiega l’assessora Vietina, «è molto maturata la sensibilità sia degli adulti che degli alunni verso l’inclusione. Esistono però situazioni non facili, a seconda del tipo di disabilità. Ma ostacoli verso questo tema no, non ce ne sono».

Da quest’anno è stato messo in atto l’esperimento del calarsi nella situazione di un disabili, di mettersi nei suoi panni. «Non vedere anche solo per pochi minuti, non poter camminare: sono esperienze forti - spiega ancora Ilaria Vietina -. Obiettivo di questo laboratorio è anche far sì che tutti i ragazzi comprendano le capacità di chi vive situazioni diverse, le sue attitudini. Sono alcune delle innovazioni portate all’interno dei laboratori programmati con il piano zonale. Sono queste le buone notizie che troppo spesso non si conoscono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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