Italia
Rivoluzione in centro stop al porta a porta Ecco i cassonetti hi-tech
Il progetto prevede l’installazione di 52 isole fuori terra L’uso sarà riservato ai residenti: si apriranno con la tessera
LUCCA. Stop alla raccolta porta a porta in centro storico. I residenti dell’arborato cerchio conferiranno i rifiuti nelle 12 isole ecologiche a scomparsa già esistenti (o in fase di ultimazione) e in altre 52 “isole fuori terra” – così vengono chiamate – che l’amministrazione intende sistemare all’interno del perimetro delle Mura. Si torna al passato, dunque: chiamarli cassonetti è riduttivo, visto che per forma e dotazione tecnologica (si aprono con la chiave elettronica e conteggiano i conferimenti di ogni singolo utente) sono oggetti ben diversi. Ma la funzione a cui sono deputati è la stessa: raccogliere l’immondizia.
Il progetto. È questa la novità che l’amministrazione comunale, insieme a Sistema Ambiente, ha messo a punto con l’obiettivo di migliorare la percentuale della differenziata in centro (più bassa rispetto alle altre zone della città) e soprattutto con il dichiarato intento di togliere dalle strade i sacchetti dell’immondizia che spuntano a ogni ora del giorno e della notte e di certo non danno una bella immagine della città. Al momento si tratta di una proposta: il progetto dovrà essere discusso in commissione per poi approdare in consiglio comunale. «Entro giugno – dichiara l'assessore all'ambiente Francesco Raspini – La speranza è avere il via libera in tempi rapidi per consentire a Sistema Ambiente di fare il bando per dotarsi di queste nuove isole (c’è da capire se verranno noleggiati o acquistate). Vorremmo partire con la nuova modalità di conferimento nei primi mesi del 2019». Ipotesi, per il momento. Niente è certo, a parte il fatto che la proposta farà discutere. «Il nostro obiettivo è razionalizzare la raccolta dei rifiuti in centro, facendo in modo di eliminare l'esposizione prolungata dei sacchetti a filo strada – prosegue Raspini – Abbiamo tutti potuto constatare la difficoltà ad aumentare il numero delle isole ecologiche interrate, perché più ci avviciniamo al cuore della città più diventa difficile trovare zone utili e che non siano interessate dalla presenza di importanti ritrovamenti archeologici. La soluzione che oggi presentiamo ci sembra quindi la più adatta e tenere assieme tutte le esigenze di decoro e tutela del centro storico: in questo peraltro siamo confortati dal fatto che un sistema simile è stato sperimentato in alcuni centri storici dell'Umbria che hanno caratteristiche simili al nostro».
I numeri dentro le Mura. In centro storico ci sono 5.600 utenze domestiche (4.350 prime abitazioni) e 2.150 utenze commerciali che utilizzano il sistema misto della esposizione dei rifiuti per la raccolta “porta a porta” e dell'accesso ai torrini delle isole ecologiche a scomparsa: nel 2017 ci sono stati 455.000 accessi effettuati da circa 4.100 utenze. Con il nuovo progetto si prevede di installare 50 isole ecologiche fuori terra di piccole dimensioni. Si tratta di contenitori metallici a forma di parallelepipedo di lunghezza fino a 1 metro e 43 centimetri, altezza fino a 1 metro e 38 centimetri e profondità fino a 1 metro. All'interno di questi contenitori saranno collocati i bidoni carrellati in plastica che verranno svuotati 2-3 volte al giorno dagli operatori di Sistema Ambiente. I rifiuti verranno introdotti da uno sportello superiore che può essere aperto, come per le isole ecologiche a scomparsa, solo con tessera e rfid personalizzato. Una volta che il sistema sarà a regime, calcolando le complessive 62 isole ecologiche (12 interrate e 50 fuori terra), ogni isola ecologica servirà una media di circa 90 utenze domestiche (70 prime abitazioni).
Stop al filo strada. «In questo modo – aggiunge il presidente di Sistema Ambiente Matteo Romani – con un investimento molto contenuto (attorno ai 200mila euro, ndr) riusciremo a fare un ulteriore passo verso l’eliminazione della raccolta filo strada, pur garantendo un servizio capillare». Con il nuovo sistema a regime, infatti, cesserebbe il porta a porta: «La raccolta filo strada – conclude Raspini – resterebbe solo come servizio da attivare a chiamata e in casi specifici, come ad esempio in presenza di anziani e che hanno difficoltà a muoversi». (g.p.)
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